Una pietra miliare per l'energia atomica americana: la Commissione di Regolamentazione Nucleare statunitense ha concesso il permesso di costruire il reattore Natrium di TerraPower a Kemmerer, nel Wyoming. È un traguardo significativo perché rappresenta il primo via libera per un nuovo impianto nucleare commerciale negli USA da quasi dieci anni, un lasso temporale che rispecchia le difficoltà storiche del settore negli ultimi decenni.

La decisione arriva in un momento in cui l'amministrazione Trump ha fatto della deregulation una priorità: lo scorso anno il presidente ha firmato un ordine esecutivo per ridurre da anni a soli diciotto mesi i tempi dei procedimenti autorizzativi della Nuclear Regulatory Commission. Non si tratta però di una spinta politica isolata. Il Congresso aveva già manifestato l'intenzione di velocizzare l'agenzia nel 2024, segnalando un consenso bipartisan sull'energia nucleare. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: quadruplicare la capacità nucleare americana entro il 2050, portandola a 400 gigawatt.

Il fascino dell'atomo risiede nella sua capacità di generare enormi quantità di elettricità in modo continuativo senza rilasciare gas serra. Questo lo rende particolarmente attraente per i data center dell'intelligenza artificiale, che richiedono consumi energetici sempre crescenti. Le aziende tecnologiche vedono nel nucleare lo strumento per espandere le loro operazioni di calcolo mantenendo contemporaneamente gli impegni climatici presi pubblicamente. Tuttavia, il settore nucleare ha un'eredità complicata: gli ultimi due reattori costruiti da zero negli Stati Uniti, le unità 3 e 4 della centrale di Vogtle, hanno lievitato da una stima iniziale a 35 miliardi di dollari, con un ritardo di sette anni rispetto alla programmazione.

Il reattore Natrium di TerraPower – fondazione nata nel 2006 con il sostegno del miliardario Bill Gates – promette di rompere questo schema. La sua struttura modulare è più compatta rispetto ai reattori tradizionali: anziché i soliti 1000 megawatt, il Natrium genererà 345 megawatt, rendendolo potenzialmente più semplice e veloce da assemblare. Inoltre, il sistema integra un accumulo termico a sali fusi, una tecnologia innovativa che migliora l'efficienza complessiva dell'impianto e consente una gestione più flessibile della produzione energetica.

Non è tutto rose e fiori. L'impianto di Kemmerer, che nascerà nel luogo di una vecchia centrale a carbone chiusa, avrà comunque un costo considerevole: almeno 4 miliardi di dollari. TerraPower sostiene però che questo progetto pilota permetterà di ottimizzare i processi costruttivi e di ridurre significativamente i costi dei reattori successivi, creando una base per una diffusione più economica della tecnologia Natrium. Il reattore utilizzerà uranio altamente arricchito, una scelta tecnologica che riflette la volontà di massimizzare l'efficienza energetica pur richiedendo una gestione molto attenta della sicurezza nucleare.