Che cosa accade nella mente di un investitore nel momento in cui decide di finanziare un progetto orientato al bene sociale? Una domanda che fino ad oggi il settore finanziario ha affrontato principalmente attraverso analisi economiche e modelli teorici. A Torino, tuttavia, un gruppo di ricercatori ha deciso di andare oltre, cercando di osservare direttamente quello che succede nel cervello durante questi processi decisionali cruciali.
Al Cottino Social Impact Campus è stato condotto un esperimento neuroscientifico senza precedenti, coinvolgendo oltre quaranta fra imprenditori del settore sociale e operatori finanziari. I partecipanti sono stati immersi in simulazioni realistiche di incontri tra chi propone progetti ad alto valore sociale e chi ha il compito di valutarne la fattibilità e il merito per l'investimento. Durante questi colloqui, i ricercatori hanno monitorato in tempo reale l'attività neurologica dei soggetti grazie a strumenti sofisticati di misurazione scientifica, registrando come il cervello e il corpo reagiscono mentre si discute e si prendono decisioni finanziarie.
L'obiettivo centrale della ricerca, come spiega Mario Calderini tra i promotori dell'iniziativa, è decifrare i fattori che spingono gli attori del sistema finanziario a allocare capitali verso progetti di impatto sociale. "Se riusciamo a capire i meccanismi neurologici che motivano questi investimenti responsabili, potremo sviluppare strategie che catalizzino ancora più risorse verso le cause sociali", sottolinea Calderini. Lo studio è stato realizzato in partnership con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, coinvolgendo un campione selezionato di venti tra i principali investitori a impatto operanti in Italia e venti aziende con forte orientamento alla sostenibilità.
Per tracciare il profilo neuroscientifico dei partecipanti, il team di ricerca ha impiegato due strumenti diagnostici complementari. L'elettroencefalogramma consente di mappare l'attività della corteccia cerebrale con precisione, mentre il biofeedback monitora i parametri fisiologici come frequenza cardiaca, ritmo respiratorio e temperatura corporea. "Questi indicatori biologici sono estremamente preziosi per interpretare la qualità della comunicazione tra i soggetti e comprendere se le decisioni prese risultano efficaci e strategicamente consapevoli", spiega Michela Balconi, professore ordinario di Neuroscienze cognitive e neuropsicologia presso l'ateneo milanese.
I dati raccolti durante l'esperimento rappresentano un dataset considerevole che promette di fornire prospettive inedite su come funziona il decision-making negli investimenti sociali. Questa ricerca potrebbe rivelarsi un punto di svolta per il settore, aprendo nuovi orizzonti su come stimolare una partecipazione più consapevole e diffusa del capitale privato verso obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale.