Una sentenza dal sapore agrodolce per il Trapani. Il Tribunale Federale ha deciso di non estromettere il club siciliano dal campionato di Serie C, ma ha comminato un'ulteriore penalizzazione di 5 punti per violazioni amministrative riscontrate durante l'istruttoria. Un provvedimento che conferma la linea punitiva già adottata nei mesi precedenti nei confronti della società granata, coinvolta in una controversia con l'Agenzia delle Entrate.

La situazione in classifica diventa complicata. Con la nuova sanzione, il totale dei punti di penalizzazione complessivi raggiunge quota 20. Una montagna di svantaggi che spinge il Trapani ai bassifondi della graduatoria del Girone C: la formazione occupa adesso la penultima posizione con soli 23 punti all'attivo, a un solo lunghezza dal Foggia fanalino di coda e a uno di distanza dal Siracusa terzultimo. Una classifica che, senza le sanzioni, avrebbe visto il club posizionato tra le dieci squadre di testa con 43 punti.

Il presidente Antonini ha reagito alla decisione attraverso i social, manifestando il proprio stupore per la durezza del provvedimento pur riconoscendo l'elemento positivo della non esclusione. "Sono sinceramente scioccato da questa sentenza", ha dichiarato il massimo dirigente granata in un video pubblicato sul suo profilo Facebook. "Tuttavia, ciò che conta davvero è che la squadra rimane in competizione: continueremo a combattere per conquistare la salvezza attraverso i risultati sul campo e cercheremo di ottenere il reintegro dei punti attraverso i canali legali appropriati".

La vicenda rappresenta un capitolo complesso della governance calcistica siciliana. Sebbene la Corte di Giustizia Tributaria avesse già sospeso l'esecuzione della sentenza originale, il Tribunale Federale ha ugualmente ritenuto di procedere con una nuova penalità, approfondendo l'analisi delle irregolarità amministrative. Il club ora dovrà concentrarsi sulla rimonta sportiva, sapendo che ogni punto conquistato sul rettangolo verde diventa cruciale per evitare le zone di pericolo.