Il Milan respira e l'Inter inizia a tremare. A distanza di 24 ore dal derby milanese, finito ancora una volta 1-0 per i rossoneri, gli equilibri in vetta sembrano improvvisamente fragili. I nerazzurri si ritrovano con un margine di sette lunghezze dai rivali cittadini, quando solo pochi giorni fa controllavano il campionato con pugno di ferro. Mancano dieci giornate alla conclusione e quella che sembrava essere una corsa già decisa ha improvvisamente ripreso vita.

Fabio Capello, interpellato da Sky Sport 24, ha offerto un'analisi impietosa della prestazione interista. L'ex allenatore di Milan, Roma e Juventus non ha risparmiato critiche: "Ho assistito a una squadra priva di grinta, non aggressiva, fredda. È stato un derby giocato con atteggiamento tiepido, che non appartiene all'Inter". Secondo l'ex ct, il problema principale risiede nella circolazione del gioco a centrocampo, rallentata dall'assenza di Calhanoglu. "La palla gira troppo lentamente, mancano quelle geometrie e quei cambi di campo che il turco garantiva. Chivu deve intervenire su questo aspetto perché la squadra è diventata troppo lenta nei meccanismi di base".

Capello ha sottolineato quanto la mancanza di due leader carismatici pesi sulla mentalità del gruppo. "Calhanoglu è un autentico capitano in campo, non solo per numero di maglia. E Lautaro rappresenta quel tipo di giocatore che trasmette rabbia agonistica ai compagni quando il ritmo cala. In questa fase critica, recuperarlo rapidamente diventa prioritario". L'analista ha inoltre suggerito che potrebbero emergere problemi di tipo psicologico: "C'è il rischio che sviluppino la stessa psicosi che li ha colpiti nella sfida contro il Psg".

Ben diversa la valutazione riservata a Maximiliano Allegri. Capello ha elogiato sia la vittoria che la gestione tattica del tecnico bianconero: "Ha vinto perché meritava più dell'Inter. Allegri ha probabilmente detto ai suoi che l'obiettivo principale era blindare il secondo posto in classifica rispetto a Napoli, Roma, Como e Juventus, e in questo ha avuto successo. Ora può permettersi il lusso di creare fastidi ai nerazzurri senza pressioni".

Nonostante il pessimismo di Capello, il dirigente nerazzurro ha ricordato un precedente incoraggiante: "Quando allenavo il Real Madrid, siamo riusciti a recuperare ben nove punti di svantaggio dal Barcellona nel finale di stagione. Le partite sono ancora tante e tutto può ancora accadere". Tuttavia, le prossime settimane appariranno decisive. Con un calendario favorevole al Milan e l'Inter costretta a risolvere rapidamente i problemi tattici e motivazionali, lo scudetto che sembrava già assegnato potrebbe diventare il tema dominante della Serie A fino alla conclusione della stagione.