La Lazio porta a casa tre punti decisivi contro il Sassuolo, ma il verdetto del campo rimane parzialmente offuscato da una decisione arbitrale discutibile. Ancora una volta, il protocollo del VAR finisce sotto accusa per una mancata interpretazione che avrebbe potuto ribaltare gli equilibri della partita nella prima frazione di gioco.

Al 42' del primo tempo, l'arbitro Marco Arena non ravvisa un contatto irregolare tra Lipani e Maldini all'interno dell'area laziale. La dinamica risulta tutt'altro che ambigua: il centrocampista del Sassuolo, già con un'ammonizione in tasca, interviene da tergo e di lato sul giocatore biancoceleste che stava per ricevere il pallone. Il contatto è netto e sembra configurare chiaramente un fallo di mano o un'ostruzione sanzionabile. Secondo le valutazioni tecniche, si tratterebbe di un'occasione più facilmente visibile dalla prospettiva del campo che dalle immagini televisive, sebbene il mancamento sia evidente in entrambi i casi.

Ciò che complica ulteriormente la valutazione è lo status dell'intervento dal punto di vista disciplinare. Lipani, essendo già sanzionato, avrebbe potuto ricevere l'espulsione qualora fosse stata riconosciuta un'infrazione grave. Tuttavia, poiché l'intervento appare comunque orientato al recupero della posizione, non rientra nella casistica del Dogso (negazione di un'opportunità da gol mediante fallo) che comporterebbe il rosso con assegnazione del penalty. Piuttosto potrebbe configurarsi come una situazione ambigua che avrebbe richiesto valutazione in tempo reale.

Sul fronte delle reti convalidate, non emergono irregolarità significative. Il gol decisivo di Marusic risulta pienamente legittimo: al momento della cross di Cancellieri, la posizione del difensore Idzes mantiene il bomber biancoceleste in gioco, nonostante una questionabile posizione della spalla sinistra. Anche il gol-partita di Laurienté nel Sassuolo è regolare, il contatto con Cataldi essendo fortuito e privo di conseguenze nell'azione.

Arena conclude il match con 14 falli complessivi e 4 cartellini gialli, mantenendo il controllo generale della gara senza eccessivi disordini. Il VAR, affidato a Paterna, raccoglie una valutazione analoga di insufficienza: non è intervenuto quando avrebbe forse dovuto, ripiegando sulla strada più facile dell'astensione. Tutto ciò accade sotto gli occhi di Giancarlo Rocchi, designatore della Associazione Italiana Arbitri, presente allo stadio. La decima presenza stagionale di Arena in serie A si conclude quindi con un'ombra di dubbio che difficilmente passerà inosservata agli analisti del campionato.