Google sta per mettere nelle mani degli utenti uno strumento di protezione inedito. Secondo quanto scoperto dagli analisti di Android Authority esaminando il codice di Google Play Services versione 26.10.31, il colosso di Mountain View sta implementando un toggle che consentirà di disabilitare completamente WebGPU all'interno di Chrome. La novità farà parte della Modalità Protezione Avanzata di Android 16, rappresentando un cambio di strategia significativo nella gestione della sicurezza mobile.

WebGPU è una tecnologia introdotta su Chrome per Android nel 2023 che consente alle applicazioni web di accedere direttamente alla GPU del dispositivo. Sebbene offra indubbi vantaggi agli sviluppatori, permettendo rendering 3D avanzato e elaborazione di machine learning direttamente nel browser senza necessità di applicazioni native, si è rapidamente rivelata un'arma a doppio taglio dal punto di vista della sicurezza. Le vulnerabilità in questo standard vengono individuate e corrette con cadenza regolare, ma spesso il danno è già stato compiuto prima che le patch raggiungano gli utenti.

La soluzione adottata da Google segue una logica radicale: anziché inseguire continuamente le falle di sicurezza, l'azienda preferisce offrire ai consumatori la possibilità di neutralizzare completamente il rischio disattivando la tecnologia. Non è una scelta senza conseguenze, però. Disabilitare WebGPU comporterà il malfunzionamento di numerose applicazioni web moderne, con le quali ricadranno sullo standard precedente WebGL, caratterizzato da prestazioni significativamente inferiori. L'impatto sarà particolarmente evidente per chi utilizza giochi browser-based e siti che sfruttano implementazioni AI complesse.

Tuttavia, per la gran parte degli utenti che utilizzano Chrome principalmente per navigazione, lettura e fruizione di contenuti video, il compromesso risulta del tutto accettabile. Il vero ostacolo si presenta per coloro che dipendono da applicazioni web sofisticate nel loro lavoro quotidiano, i quali dovrebbero rinunciare a funzionalità avanzate. Al momento Google non ha comunicato quando questa funzionalità sarà resa disponibile al pubblico, e poiché il progetto rimane in fase di sviluppo, non è garantito che approdi sui dispositivi nella forma attualmente individuata.