Milano si trasforma in palestra di valori questa settimana. Presso la scuola secondaria di primo grado 'Santa Caterina da Siena' si è svolta la seconda tappa di un'iniziativa nazionale dedicata a uno dei problemi più pressanti dello sport italiano: l'abbandono dell'attività fisica da parte dei giovani adolescenti. Ad accompagnare gli studenti in questa esperienza due volti di rilievo dello sport tricolore: il cestista Diego Flaccadori e il nuotatore Filippo Magnini, entrambi ambassador del progetto promosso da Sport e Salute in partnership con Adidas.
La mattinata milanese ha visto i ragazzi protagonisti di attività dinamiche in palestra, dai tiri in canestro ai giochi di squadra, affiancati dagli specialisti del programma 'Scuola Attiva Junior'. Ma il valore aggiunto risiedeva soprattutto nel confronto diretto con due atleti che hanno saputo trasformare le proprie esperienze in lezioni di vita. Flaccadori e Magnini non si sono limitati a fare da istruttori, bensì hanno condiviso i loro percorsi personali, raccontando come abbiano imparato a fronteggiare le sconfitte, a coltivare la disciplina e a sviluppare fiducia in sé stessi attraverso lo sport.
'Esistono momenti in cui la tentazione di arrendersi è forte', ha spiegato Flaccadori agli studenti, 'eppure è proprio in quei frangenti che lo sport insegna a perseverare, a credere nel proprio impegno quotidiano e nella forza del gruppo. Se riusciamo a trasmettere questo messaggio, allora avremo già centrato l'obiettivo'. Sulla medesima frequenza d'onda si è posizionato Magnini: 'Lo sport è una palestra di carattere, che fornisce strumenti imprescindibili per affrontare la vita: senso di disciplina, rispetto delle regole, capacità di rimettersi in piedi dopo una caduta. Fondamentale che i ragazzi trovino spazi dove sentirsi incoraggiati e liberi da giudizi'.
L'iniziativa rientra in un percorso strutturato su sei appuntamenti nazionali, concepito come intervento pedagogico inclusivo e sistemico che pone al centro il benessere integrale dei giovani. Ogni tappa affronta aspetti specifici legati al contrasto del fenomeno dell'abbandono, con l'intento di creare un legame autentico e stabile tra i ragazzi e la pratica sportiva. Proprio in questa fascia di età, infatti, il rischio di drop-out raggiunge picchi significativi, momento critico nel quale il supporto di figure carismatiche e l'ambiente motivante diventano fattori determinanti per mantenere vivo l'interesse verso lo sport.