Una startup della California sta portando avanti un'idea affascinante quanto controversa: trasformare la notte in giorno utilizzando specchi orbitali. Reflect Orbital ha presentato alla Federal Communications Commission statunitense la domanda per lanciare il primo satellite sperimentale della sua costellazione, un veicolo denominato Earendil-1 che dovrebbe testare la capacità di riflettere i raggi solari verso specifiche zone terrestri anche dopo il tramonto.

Il satellite dimostrativo opererebbe in orbita bassa, a circa 625 chilometri di altitudine, equipaggiato di uno specchio quadrato dalle dimensioni impressionanti: circa 18 metri di lato. La luce riflessa coprirebbe al suolo un'area di alcuni chilometri di diametro, con un'intensità luminosa paragonabile a quella di una notte di luna piena. Secondo la startup, gli usi iniziali potrebbero spaziare dall'illuminazione temporanea di cantieri edili e zone remote fino al supporto nelle operazioni di ricerca e soccorso. L'azienda ha persino messo online un simulatore interattivo che permette ai curiosi di esplorare questa tecnologia.

Ma il vero obiettivo è ben più ambizioso. Reflect Orbital ha esplicitamente dichiarato l'intenzione di sviluppare una costellazione che potrebbe raggiungere diverse decine di migliaia di satelliti entro i prossimi dieci anni. Dopo l'illuminazione notturna, la fase successiva del progetto prevede l'uso di questi riflettori spaziali per potenziare la produzione degli impianti fotovoltaici, concentrando luce solare aggiuntiva sui pannelli anche nelle ore serali.

L'idea non è completamente nuova. Negli anni Settanta, l'ingegnere missilistico Krafft Ehricke aveva proposto un concetto simile ribattezzato "Power Solelta", che prevedeva specchi orbitali per illuminare le coltivazioni notturne e generare energia solare secondo le necessità. Più recentemente, la Russia ha tentato esperimenti concreti: nel 1993 il satellite Znamya 2 dispiegò con successo un riflettore di 20 metri per illuminare le città artiche siberiane durante i lunghi mesi invernali. Un secondo tentativo nel 1999, con uno specchio di 25 metri, terminò invece con un fallimento che portò all'abbandono del programma.

Il progetto di Reflect Orbital ha ormai raggiunto una fase concreta che ha attirato l'attenzione delle autorità americane. La FCC ha avviato la consultazione pubblica sulla richiesta di lancio del satellite sperimentale, raccogliendo osservazioni da ricercatori, imprese e cittadini prima di pronunciarsi sull'autorizzazione. La finestra per presentare obiezioni si è appena conclusa, e ora inizia il processo decisionale che determinerà se questa ambizionosa visione potrà proseguire o se prevarrà lo scetticismo di chi teme gli impatti negativi sull'osservazione astronomica e sull'ambiente notturno.