Una scelta all'insegna dell'inclusione quella del Real Casalecchio, società calcistica che opera nel territorio bolognese. La squadra ha presentato richiesta formale alla Federazione italiana gioco calcio per modificare gli orari delle partite durante il Ramadan, ottenendo risposta positiva. Da questa settimana e fino al 19 del mese, tutte le gare della squadra Juniores che erano fissate alle 17.15 si disputeranno alle 18.30, uno slittamento di settantacinque minuti apparentemente minimo ma significativo dal punto di vista culturale.

Il motivo di questa scelta è legato ai quattro giovani calciatori musulmani che militano nella formazione. Lo spostamento consente loro di superare l'orario del tramonto, momento dopo il quale è possibile interrompere il digiuno secondo i precetti islamici. Una soluzione pratica che permette ai ragazzi di partecipare pienamente all'attività sportiva rispettando le proprie convinzioni religiose, senza dover scegliere tra fede e passione per il calcio.

L'allenatore Gianni Gandolfi ha commentato positivamente l'iniziativa, evidenziando come il gruppo squadra rappresenti un'occasione di integrazione e di rispetto reciproco. "Questi ragazzi praticano lo sport per integrarsi e per rispettare le regole comuni," ha spiegato il tecnico. "Il gruppo dimostra di essere inclusivo nei confronti di chi ha culture ed esigenze differenti. Riteniamo fondamentale il massimo rispetto verso le tradizioni altrui." Un messaggio che sottolinea come lo sport sia uno strumento di coesione sociale.

La presidentessa della società, Francesca Bertacchi, ha dichiarato che nessuno ha sollevato obiezioni rispetto alla decisione. "Il responsabile delle attività giovanili ci ha sottoposto la questione, specialmente riguardante la categoria Juniores dove abbiamo giocatori di fede islamica," racconta. "Abbiamo avanzato la richiesta alla Figc, che ha compreso immediatamente le nostre esigenze e ha autorizzato lo spostamento. Viviamo in una società sempre più multietnica e non possiamo negare a chi professa una religione diversa da quella cattolica la possibilità di giocare e di beneficiare della tutela sanitaria dello sport organizzato."

Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come il calcio dilettantistico possa fungere da veicolo di dialogo interculturale e integrazione. La disponibilità mostrata dalla Federazione e dalla società bolognese dimostra che trovare soluzioni che rispettino le diverse esigenze è possibile, senza compromessi sulla qualità dell'offerta sportiva.