Una nuova battaglia legale e simbolica si accende nel Regno Unito attorno allo sfruttamento delle opere letterarie per l'addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. La comunità degli scrittori ha deciso di reagire con un gesto provocatorio e immediato: la realizzazione di un libro dalle pagine vuote dal titolo eloquente 'Don't steal this book' (Non rubare questo libro), che contiene i nomi di circa diecimila autori che hanno aderito alla protesta.
La reazione è scaturita da una proposta legislativa sottoposta al vaglio del governo britannico a febbraio di quest'anno. Il progetto governativo intende modificare la normativa sul diritto d'autore per consentire alle società proprietarie di sistemi AI di accedere senza restrizioni alle opere editoriali disponibili sul mercato, indipendentemente dal consenso degli autori. Secondo le bozze attuali, gli scrittori potrebbero opporsi al ricorso alle loro opere solo iscrivendosi a un database online dedicato al dissenso, un meccanismo che solleva non poche incertezze operative e legali.
Il coordinamento dell'iniziativa è stato affidato al compositore Ed Newton-Rex, che ha organizzato il progetto in pochi mesi. Il libro sarà presentato e distribuito ai visitatori della prossima edizione della London Book Fair, trasformando un gesto di protesta in una dichiarazione simbolica che raggiungerà i principali attori dell'industria editoriale. I ministri britannici dovranno pronunciarsi entro i prossimi giorni sull'impatto economico potenziale di queste modifiche normative.
Questa disputa si inserisce in un contesto più ampio di tensioni fra il mondo della cultura e le major dell'intelligenza artificiale. A gennaio scorso, Universal Music Group, Concord e ABKCO hanno intentato una causa contro Anthropic, accusandola di aver violato i diritti d'autore su oltre ventimila brani musicali, richiedendo un risarcimento di tre miliardi di dollari. La questione centrale rimane invariata: chi autorizza le aziende AI a utilizzare milioni di contenuti creati da professionisti senza compenso?
Gli scrittori britannici esprimono il timore di essere messi completamente fuori mercato dall'avanzata tecnologica, vedendo i loro lavori utilizzati gratuitamente per alimentare sistemi che potranno generare contenuti testuali autonomi. La protesta del libro vuoto rappresenta dunque una risposta creativa e provocatoria a una minaccia percepita come concreta e imminente per il futuro della professione letteraria.