L'Australia prosegue nella sua strategia di protezione dei minori nel mondo digitale. Dopo il divieto ai social media per chi ha meno di 16 anni, il governo ha varato sei nuovi codici di condotta che impongono la verifica dell'età per accedere a qualsiasi servizio online contenente materiale sessualmente esplicito, violenza o autolesionismo. Non si tratta di una semplice raccomandazione: è un obbligo legale che coinvolge praticamente ogni angolo dell'ecosistema digitale australiano.
La norma non risparmia nessuno. I siti pornografici tradizionali dovranno implementare sistemi di identificazione reali al posto del vecchio e ormai obsoleto tasto "confermo di avere 18 anni". Aylo, il colosso che gestisce la maggior parte delle piattaforme per adulti nel continente, ha già sospeso le nuove registrazioni in risposta alle nuove regole. I chatbot AI generativi dovranno verificare l'età al login o prima di produrre contenuti vietati. Gli app store hanno l'obbligo di impedire il download di applicazioni classificate R18+, così come i motori di ricerca dovranno offuscare per default i risultati con pornografia e scene violente per gli utenti non autenticati o minori di 18 anni.
La normativa tocca anche gaming online, servizi di messaggistica dedicati a contenuti per adulti e persino i social media che tollerano materiale esplicito. Si tratta di un approccio onnicomprensivo che mira a creare un ecosistema digitale dove l'accesso ai contenuti proibiti sia fisicamente più difficile per i minorenni.
Tuttavia, le prime conseguenze sono già visibili e tutt'altro che inaspettate. I download di software VPN sono saliti alle stelle nei giorni seguenti l'annuncio, segnale che molti australiani cercano già modalità per aggirare i controlli. La comunità tech internazionale osserva con interesse l'esperimento australiano: se avrà successo, potrebbe ispirare altre democrazie occidentali a seguire lo stesso percorso normativo. Nel frattempo, il governo di Canberra rimane fermo nel ritenere che la sicurezza online dei giovani giustifichi misure così invasive e complesse da implementare.