I documenti noti come Epstein Files rivelano un capitolo sino ad ora sconosciuto della vita finanziaria del criminale statunitense Jeffrey Epstein: il suo ingresso nel mondo delle criptovalute attraverso un investimento significativo nella piattaforma Coinbase. Secondo quanto ricostruito analizzando la corrispondenza desecretata, Epstein stanziò 3 milioni di dollari per entrare nella società di scambio digitale, trasformando il suo capitale in 14,6 milioni di dollari quando decise di cedere metà delle proprie quote quattro anni dopo l'acquisto iniziale.

L'interesse verso il nascente settore delle monete virtuali iniziò a germogliare nella primavera del 2013, quando Brock Pierce—attore che aveva partecipato al film "Una peste alla Casa Bianca" e successivamente divenuto imprenditore tecnologico—segnalò a Epstein un articolo riguardante un finanziamento da 25 milioni che Coinbase aveva appena assicurato. Nel corso dei mesi successivi, Epstein iniziò a coltivare la propria conoscenza del settore attraverso contatti strategici. Ad agosto 2014, scrisse a Philip Rosedale, il creatore di SecondLife, dichiarando l'intenzione di recarsi presso il Dipartimento del Tesoro americano per discutere delle valute digitali e chiedendo il suo parere. Rosedale rispose con scetticismo iniziale, suggerendo che Bitcoin stava diventando una riserva di valore piuttosto che un mezzo di pagamento vero e proprio, ma intuì che piattaforme come Coinbase sarebbero diventate "le nuove banche" e quindi soggette a futura regolamentazione governativa.

Pierce accelerò i tempi nel novembre 2014, annunciando l'imminente apertura del secondo round di finanziamenti in Coinbase e proponendo a Epstein di incontrarsi con i fondatori della società—probabilmente Brian Armstrong o Fred Ehrsam—per valutare l'opportunità di partecipazione. Quando l'incontro non si concretizzò immediatamente, Pierce tornò alla carica il 17 novembre, sollecitando Epstein a decidere rapidamente e promettendogli massima discrezione circa la sua identità nei confronti dei fondatori.

L'operazione finanziaria si concretizzò rapidamente. Il 1° dicembre 2014, Pierce comunicò che il finanziamento di serie C sarebbe stato finalizzato entro la settimana, con una raccolta complessiva di 60 milioni di dollari e la partecipazione di player importanti come Andreessen Horowitz, Union Square Ventures e Ribbit Capital. Epstein, desideroso di muoversi velocemente, contattò il cofondatore di LinkedIn Reid Hoffman per ricevere consigli strategici prima di formalizzare il suo ingresso nel capitale della piattaforma di criptovalute.

Questo investimento rappresenta uno dei tanti aspetti della rete di contatti e opportunità costruita da Epstein nel mondo della finanza e della tecnologia, una rete che gli permise di accumulare ricchezza attraverso decisioni tempestive su settori emergenti. Il finanziere, morto in carcere nel 2019, aveva dimostrato una capacità notevole di identificare tendenze prima che diventassero mainstream, affidandosi al consiglio di imprenditori e innovatori della Silicon Valley che, consapevolmente o meno, facilitarono i suoi affari.