La lotta alla disinformazione online entra in una nuova fase. YouTube ha annunciato l'arrivo di una funzione innovativa pensata per contrastare la proliferazione dei video deepfake, i filmati sintetici creati mediante intelligenza artificiale sempre più difficili da distinguere dagli originali. Lo strumento, destinato a politici e giornalisti, rappresenta un'estensione di una tecnologia già sperimentata dalla piattaforma a settembre scorso con i creator di contenuti.

Per accedere al sistema, politici e giornalisti dovranno completare una procedura di verifica identitaria fornendo un documento ufficiale e un selfie video. Una volta attivata la funzione, gli utenti riceveranno notifiche automatiche quando verranno individuati video deepfake generati artificialmente e caricati sulla piattaforma. Ogni segnalazione includerà informazioni dettagliate: il canale responsabile del caricamento, la data di pubblicazione e il numero di visualizzazioni raggiunte dal contenuto manipolato.

Di fronte ai video identificati, gli interessati avranno tre opzioni concrete: richiederne la rimozione per similitudine e usurpazione dell'identità, contestare il contenuto per violazione dei diritti d'autore, oppure lasciar stare il filmato in archivio. Gli utenti potranno inoltre specificare se il video ha manipolato solo l'immagine del volto oppure anche la traccia audio, aggiungendo annotazioni supplementari sulla natura del contenuto.

Tuttavia, YouTube ha chiarito che conserva il diritto di decidere autonomamente circa la rimozione dei video segnalati. La piattaforma intende infatti proteggere le produzioni satiriche e parodistiche, anche quando mirano a criticare personalità politiche e figure pubbliche influenti. Questa posizione riflette un delicato equilibrio tra la tutela della privacy digitale e la preservazione della libertà di espressione e della critica.

Per il momento, l'azienda non ha comunicato quali personalità entreranno nelle fasi iniziali di test né in quali zone geografiche lo strumento sarà disponibile in prima istanza. L'implementazione della funzione suggerisce un impegno crescente delle major tech nel combattere la manipolazione dei contenuti audiovisivi, una sfida che diventa sempre più pressante con il miglioramento delle tecnologie di sintesi.