Gianni Infantino esce dalla Casa Bianca con una notizia che potrebbe tranquillizzare gli ambienti calcistici internazionali: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha garantito personalmente che la selezione calcistica dell'Iran sarà regolarmente ammessa ai Mondiali 2026, in programma tra poco più di tre mesi nelle tre nazioni del Nord America. L'incontro tra il numero uno della Fifa e l'inquilino dello Studio Ovale si è incentrato sulla preparazione tecnica e organizzativa della manifestazione, ma ha affrontato anche la questione delicata della partecipazione iraniana, messa in ombra dalle recenti escalation militari nella regione.
Le tensioni geopolitiche avevano effettivamente creato incertezza intorno alla qualificazione della nazionale iraniana. I bombardamenti reciproci tra Washington, Israele e Teheran nelle scorse settimane avevano alimentato dubbi sulla possibilità stessa che una delegazione calcistica iraniana potesse varcare il confine americano. Infantino, tuttavia, ha voluto sottolineare che il calcio rappresenta uno straordinario strumento di pace e coesione: il Mondiale, secondo il dirigente svizzero, ha il potere di riunire i popoli proprio quando la comunità internazionale attraversa momenti di forte tensione.
Tramite i social media, Infantino ha reso pubblica la conversazione con Trump, attribuendo al presidente americano dichiarazioni di apertura e disponibilità. Il numero uno della Fifa ha spiegato che durante i colloqui hanno discusso sia dello stato avanzato dei preparativi che della "situazione attuale in Iran", ricevendo l'assicurazione esplicita che nessun ostacolo politico o diplomatico bloccherà la partecipazione del team iraniano. Una posizione che, almeno ufficialmente, consente alla selezione di presentarsi sul terreno di gioco senza incertezze amministrative.
Infantino ha colto l'occasione per ringraziare pubblicamente Trump, evidenziando come il sostegno americano riconfermi il valore unificante dello sport. Ha ricordato che "abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo della Fifa per unire le persone, ora più che mai". Una dichiarazione che suona come appello alla comunità internazionale perché concentri l'attenzione sui valori universali del calcio piuttosto che sulle divisioni politiche. Questo messaggio arriva in un contesto dove la Fifa ha già assegnato a Trump, tra le controversie, il premio per la pace lo scorso dicembre.
L'annuncio della Fifa rappresenta un tentativo di blindare la regolarità della competizione mondiale nonostante le turbolenze geopolitiche. Con meno di cento giorni all'inizio dei Mondiali, la conferma della partecipazione iraniana tranquillizza gli ambienti federali internazionali e consente alle squadre di pianificare con certezza gli ultimi preparativi. Al contempo, la visita di Infantino a Washington sottolinea come le grandi manifestazioni sportive globali rimangono ancorate a negoziazioni di alto livello tra governi, specie quando coinvolgono nazioni in conflitto inddiretto.