A pochi giorni dal voto referendario sulla giustizia, Giorgia Meloni ha deciso di alzare i toni dello scontro con la magistratura. In un'intervista televisiva a Rete4, la premier ha lanciato un appello diretto ai cittadini italiani invitandoli a votare sì al referendum, presentandolo come un passaggio fondamentale per modernizzare il paese. Meloni ha sottolineato come questa rappresenti un'occasione unica, avvertendo che senza coglierla non se ne presenteranno altre e che le decisioni dei giudici potrebbero risultare ancora più critiche rispetto a quanto sinora osservato.

L'attacco della presidente del Consiglio si concentra su quella che definisce l'ostruzione della magistratura verso le politiche del governo, in particolare su sicurezza e immigrazione. Ha ricordato i disordini nei centri sociali di Roma e Torino, lamentando l'assenza di conseguenze giudiziarie, e ha denunciato ripetute interpretazioni delle leggi che, secondo lei, impediscono l'implementazione corretta delle normative sull'immigrazione decise dall'esecutivo. Tra gli esempi concreti citati, quello di un migrante accusato di reati contro minori per il quale i giudici avrebbero rifiutato la convalida del trattenimento in Albania, e il caso della famiglia nel bosco, che Meloni legge come espressione di letture ideologiche della norma.

Difendendosi dalle critiche che accusano il governo di strumentalizzare il referendum, Meloni ha ribattuto sottolineando che a differenza della magistratura, lei risponde direttamente ai cittadini e può essere destituita alle prossime elezioni se i risultati del suo operato non fossero soddisfacenti. La premier ha inoltre confermato la sua presenza all'evento di Fratelli d'Italia in programma a Milano per il 12 marzo.

Sulla stessa materia interviene anche Marina Berlusconi, che ha scelto di pubblicare una lettera sul quotidiano Repubblica per proporre una riflessione più moderata rispetto al clima di campagna elettorale. La primogenita del fondatore di Forza Italia sostiene il sì al referendum, ma chiede a entrambi gli schieramenti di svincolarsi dalle logiche ideologiche che caratterizzano il dibattito. Berlusconi evidenzia come la giustizia dovrebbe rappresentare un valore condiviso piuttosto che uno strumento di battaglia politica tra avversari, invitando gli italiani a votare con consapevolezza piuttosto che lasciandosi guidare dall'emotività. Il suo intervento, il secondo sul tema in poche settimane, rappresenta una voce controcorrente che cerca di pacificare il dibattito pubblico.