Giorgia Meloni ha preso la parola in Senato per illustrare la posizione italiana sulla crescente tensione con l'Iran, presentando un appello all'unità nazionale. Nel suo intervento preparatorio al Consiglio europeo, la presidente del Consiglio ha richiamato le forze politiche a una responsabilità condivisa, sottolineando come il momento sia particolarmente delicato e richieда serietà anziché strumentalizzazioni. La premier ha ricordato come lo stesso atteggiamento responsabile sia stato mantenuto da Fratelli d'Italia quando era all'opposizione durante il governo Draghi, fornendo voti favorevoli durante la crisi ucraina.
Al centro della riflessione di Meloni emerge la questione della proliferazione nucleare iraniana, rappresentata come una minaccia diretta agli interessi europei e italiani. Secondo il racconto della premier, un regime degli Ayatollah dotato di armi atomiche creerebbe scenari impensabili per la sicurezza del continente. Meloni ha inoltre illustrato il quadro geopolitico più ampio, evidenziando come Teheran abbia sostenuto attivamente organizzazioni paramilitari destabilizzanti: Hezbollah in Libano, milizie armate in Iraq e Afghanistan responsabili anche della morte di militari italiani, gli Houthi nello Yemen, e il regime siriano di Assad. Particolarmente rilevante il rifornimento di droni Shahed alla Russia, utilizzati massicciamente per colpire la popolazione civile ucraina.
La premier ha inquadrato questi sviluppi nel contesto di una più ampia erosione dell'ordine internazionale basato su regole condivise. Secondo Meloni, interventi unilaterali compiuti al di fuori dei meccanismi multilaterali rischiano di indebolire ulteriormente la stabilità globale. Proprio per questa ragione, Roma ha mantenuto una postura equilibrata, agendo non solo come sede di negoziati sul nucleare ma anche preservando canali diplomatici con Teheran, dimostrando una visione complessa e sfumata della crisi.
Su questo sfondo si colloca l'azione diplomatica coordinata che il governo italiano sta promuovendo con le principali potenze europee. Meloni ha riferito di coordinamenti avvenuti con la cancelliera tedesca Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Questi vertici hanno permesso un'analisi condivisa dell'evoluzione della situazione e l'elaborazione di strategie nazionali coerenti. L'Italia emerge quindi come attore chiave nel cercare di costruire una risposta europea unitaria e consapevole della complessità in gioco, lontana sia da improvvisazioni che da posture ideologiche sterili.