Cento anni di silenzioso impegno pastorale: è questo il traguardo raggiunto dall'Ordinariato Militare per l'Italia, riconosciuto ufficialmente il 11 marzo 1926 dalla legge numero 417, sebbene fosse stato istituito pochi mesi prima, il 6 marzo 1925, mediante Decreto della Congregazione per i Vescovi. Un'istituzione che affonda le radici molto più a ritroso nel tempo: già gli antichi Stati preunitari disponevano di cappellani dediti all'assistenza morale e spirituale delle truppe, una pratica che caratterizzava gli eserciti europei da secoli.
La storia dell'Ordinariato nel corso del Novecento si è intrecciata con quella di personalità di spicco della Chiesa cattolica. Basti pensare a Giovanni Paolo XXIII e ai Beati Carlo Gnocchi e Secondo Pollo, figure che hanno lasciato un'impronta indelebile passando per questo organismo ecclesiastico. Accanto ai grandi nomi, meritano menzione figure come Don Giovanni Minozzi, promotore delle celebri "Case del Soldato" dedicate al benessere dei militari, e Don Giulio Facibeni, fondatore della Madonnina del Grappa presso Firenze. Non meno importanti rimangono i tanti sacerdoti caduti nei campi di battaglia, che hanno testimoniato la fede con il sacrificio supremo.
Secondo le definizioni contenute nello Statuto dell'organismo, risalente al 1987, l'Ordinariato fornisce un accompagnamento spirituale che va ben oltre l'astrattezza dottrinale, traducendosi nella concretezza delle vite quotidiane. La sua missione si estende a militari in servizio sia temporaneo che permanente, al personale civile dipendente dall'Amministrazione della Difesa, ai familiari dei soldati di carriera - coniugi e figli - alle persone che prestano servizio presso il Quirinale e le residenze presidenziali, agli allievi delle accademie militari e alle reclute cattolicheestere mancanti di assistenza presso i loro Paesi d'origine. Nel solco della tradizione consolidata nel tempo, l'ente continua a supportare le associazioni combattentistiche che richiedono la presenza spirituale dei cappellani.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando il 5 marzo scorso una delegazione dell'Ordinariato, ha sottolineato come l'accompagnamento spirituale ai militari non debba essere qualcosa di astratto, bensì profondamente radicato nella realtà quotidiana delle persone che indossano l'uniforme. Un messaggio di riconoscenza per il contributo che questa istituzione ecclesiastica continua a fornire al Paese, garantendo coesione spirituale e supporto morale a chi serve nella difesa nazionale e alle loro famiglie.