Scoppia il caso che coinvolge il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Napoli Nicola Gratteri, travolto dalle polemiche dopo alcune affermazioni che avrebbe rivolto durante un'intervista al direttore del quotidiano Il Foglio Claudio Cerasa. Secondo quanto riportato dallo stesso direttore sui social, Gratteri avrebbe dichiarato: «Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete». Il magistrato in seguito ha definito la frase uno scherzo, ma il danno reputazionale è ormai fatto.

La reazione del centrodestra è stata immediata e durissima. Antonio Tajani, che ricopre le cariche di vicepremier e ministro degli Affari esteri, ha preso posizione con toni molto critici nei confronti del magistrato napoletano. «Quando un procuratore della Repubblica minaccia di fare i conti con una testata giornalistica, questo mi provoca una grande preoccupazione» ha dichiarato Tajani, sottolineando come Gratteri disponga di strumenti di potere coercitivo che potrebbero essere utilizzati in modo improprio. Il ministro ha quindi confrontato il caso con quello della capo di gabinetto del ministro della Giustizia Giusi Bartolozzi, concludendo però che quello di Gratteri è significativamente più grave, dato che «può esercitare un potere per reprimere qualcuno».

Durante le dichiarazioni ai cronisti, Tajani ha più volte provato a spostare l'attenzione della stampa dal caso Bartolozzi a quello di Gratteri, lamentando ironicamente che i giornalisti non gli facessero domande sul procuratore napoletano e ribadendo l'importanza di tutelarne la libertà. La sua argomentazione punta a evidenziare il pericolo di un magistrato che, utilizzando in modo strumentale la propria posizione, potrebbe intimorire chi lo critica.

Oltre a Tajani, diversi altri esponenti del centrodestra hanno espresso solidarietà al Foglio e condanna verso le affermazioni di Gratteri. Anche i deputati di Italia Viva Raffaella Paita e Giovanni Giachetti hanno definito le parole del magistrato «intollerabili». Nel frattempo, il Consiglio superiore della magistratura, attraverso il consigliere laico Enrico Aimi, ha fatto sapere di aver aperto una pratica nei confronti di Gratteri per valutare il comportamento tenuto durante l'intervista, manifestando al contempo piena solidarietà con la redazione del quotidiano e con la giornalista coinvolta.

La vicenda riaccende il dibattito sulla corretta relazione tra magistratura e stampa nel nostro paese, sollevando interrogativi sulla linea di confine tra la legittima critica al lavoro dei giudici e possibili abusi di posizione. Il caso Gratteri, in questo senso, rappresenta un momento di tensione significativo tra il sistema giudiziario e il diritto dei media di informare e criticare liberamente.