Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito Democratico presso il consiglio regionale lombardo, è stato destinatario di una busta anonima contenente svastiche, insulti e minacce negli ultimi giorni. L'esponente politico ha scelto di rendere pubblica l'accaduto attraverso i canali social, affermando di essere sottoposto da tempo a una campagna di messaggi aggressivi e pieni di astio da parte di utenti nascosti.
Nella sua denuncia pubblica, Majorino ha specificato la natura degli attacchi ricevuti: gli vengono indirizzati auguri di rinchiusione nei centri di permanenza temporanea per migranti in Albania, viene definito con appellativi offensivi come "zecca" e gli viene augurata la morte. Nonostante questa escalation di violenza verbale e simbolica, il democratico ha affermato con fermezza di non lasciarsi intimidire, dichiarando: "Non ci fate alcuna paura. Anzi: siete sempre un motivo per andare avanti e insistere".
Il gruppo del Partito Democratico al Pirellone ha prontamente manifestato la propria «piena e incondizionata solidarietà» nei confronti del proprio capogruppo, ribadendo la certezza che Majorino non si lascerà scoraggiare da «gesti vili» come quello ricevuto. Il messaggio intende rassicurare il politico e la sua cerchia sul supporto dei colleghi di partito.
La condanna verso l'episodio ha assunto carattere trasversale, coinvolgendo praticamente tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale. Hanno espresso vicinanza al dem sia Christian Garavaglia e Fabrizio Figini, rispettivamente capigruppo di Fratelli d'Italia e Forza Italia, sia Alessandro Corbetta della Lega e Nicola Di Marco del Movimento Cinque Stelle. Anche l'assessore regionale Romano La Russa, Elena Buscemi presidente dell'assise municipale milanese, e la Cgil del capoluogo hanno fatto sentire il proprio sostegno.
L'episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente utilizzo di simboli fascisti e minacce dirette come strumenti di intimidazione nel dibattito politico italiano, confermando l'allarme già sollevato in precedenti occasioni da diversi esponenti pubblici.