Un acceso diverbio tra il capo della procura partenopea e la testata giornalistica Il Foglio scuote il dibattito politico italiano. Tutto nasce da una telefonata tra Nicola Gratteri e una giornalista della redazione, durante la quale il magistrato avrebbe commentato una loro inchiesta sulle posizioni referendarie dell'ex magistrato Sal Da Vinci. Secondo quanto riportato dal direttore Claudio Cerasa in un intervento sui social, Gratteri avrebbe detto: "Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete". Un'affermazione che ha immediatamente acceso i riflettori sulla questione, soprattutto per la sua ambiguità e il contesto politico delicato in cui è stata pronunciata.

Nella conversazione successivamente resa pubblica, emergono ulteriori dettagli dello scambio verbale. Quando la giornalista contesta l'affermazione sui voti di Da Vinci, Gratteri minimizza dicendo di aver scherzato. Tuttavia, prosegue ribadendo il concetto dei "conti da fare" dopo il voto, con la precisazione sulla "rete" intesa come "pesca a strascico". Le parole del procuratore suscitano immediatamente reazioni preoccupate nel settore dell'informazione per le possibili implicazioni sulla libertà di stampa.

Il magistrato non tarda a replicare alle critiche. In una dichiarazione successiva, Gratteri sostiene di conoscere bene cosa significhi essere bersaglio di minacce e annuncia l'intenzione di valutare azioni legali nei confronti delle testate che ritiene abbiano leduto la propria immagine. Offre inoltre una lettura conciliante, affermando che se la sua espressione non è stata compresa correttamente, se ne scusa. Inoltre, chiarisce che avrebbe novanta giorni per sporgere querela penale e cinque anni per intraprendere azioni civili, tempi che valuterà attentamente.

La vicenda ha rapidamente varcato i confini della cronaca giudiziaria, innescando reazioni nel panorama politico nazionale. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene con durezza, definendo quanto accaduto "un atto gravissimo" che compromette la libertà di stampa. Nel corso della stessa dichiarazione, Tajani sottolinea il pericolo intrinseco in affermazioni di questo tipo, specialmente quando provengono da chi detiene poteri repressivi e che potrebbe utilizzarli per limitare la critica giornalistica. Il deputato di Forza Italia Enrico Costa, dal canto suo, chiede un'informativa urgente al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Anche il fronte sindacale dei giornalisti si mobilita. Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, esprime solidarietà al Foglio, sottolineando l'incompatibilità di simili comportamenti con il diritto costituzionale all'informazione. La questione si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra magistratura e media, sollevando interrogativi sulla corretta gestione delle critiche pubbliche da parte di funzionari dello stato e sul delicato equilibrio tra il diritto di cronaca e il diritto alla reputazione personale.