Un intrigo che mescola giornalismo, politica e poteri forti divide la Liguria. Al centro della vicenda: sospetti di dossieraggi sistematici ai danni della redazione del Secolo XIX, il principale quotidiano regionale. Le indiscrezioni circolavano da tempo negli ambienti politici genovesi, ma è di questi giorni l'esplosione della notizia, anticipata da diversi organi di stampa. Il caso coinvolge il governatore ligure Marco Bucci, il suo capo staff Federico Casabella e la redazione diretta da Michele Brambilla.
Secondo le ricostruzioni emerse, lo staff di comunicazione della Regione avrebbe effettuato analisi minuziose degli articoli pubblicati dal quotidiano, tracciando presunte disomogeneità nella copertura editoriale durante i periodi di campagna elettorale. In particolare, si parla di revisioni approfondite di spazi dedicati agli articoli, posizionamento delle fotografie, formulazione dei titoli e tempistiche di pubblicazione. Questi dossier avrebbero raggiunto la scrivania del governatore e da lì sarebbero stati inoltrati alla famiglia Aponte, proprietaria del giornale tramite i suoi interessi in Msc, per presunta pressione sulla linea editoriale. A scatenare il putiferio è stato un documento emerso durante la campagna elettorale del 2025 nel quale Bucci avrebbe indicato precise indicazioni su come strutturare il giornale.
La situazione si complica ulteriormente considerando il timing: quando Brambilla viene designato alla direzione del Secolo XIX, Bucci era ancora sindaco e candidato alla successione di Giovanni Toti in veste di governatore. In quella fase politica delicata, lo staff di comunicazione avrebbe intensificato le rassegne stampa critiche, in particolare durante la campagna per le elezioni comunali e la candidatura di Silvia Salis, avversaria della giunta.
L'Ordine dei giornalisti della Liguria ha avviato un'istruttoria sui presunti comportamenti irregolari dello staff di Casabella e sul sistema di analisi denunciato. Brambilla, attaccato da Casabella che sostiene l'accordo fosse stato negoziato direttamente con il direttore, ha risposto chiamando in causa i legali per diffamazione aggravata. Oggi il governatore ha convocato una conferenza stampa per respingere le accuse: Casabella ha smentito categoricamente l'esistenza di veri e propri dossieraggi, descrivendo le analisi come ordinarie rassegne stampa richieste dal presidente per sottoporre valutazioni su scelte editoriali, non per mettere sotto accusa i professionisti coinvolti.
L'opposizione non accetta le spiegazioni: chiede chiarimenti inequivocabili o in caso contrario le dimissioni immediate di Bucci. Nel frattempo, la procura ha acceso i riflettori sulla vicenda aprendo un fascicolo contro ignoti per il reato di diffamazione aggravata, sulla base dell'esposto presentato da Brambilla. Una questione che tocca il nervo scoperto del rapporto tra istituzioni, media e libertà d'informazione, con implicazioni che vanno ben oltre i confini della Liguria.