Le dichiarazioni di Marina Berlusconi sulla riforma della giustizia hanno aperto un fronte di scontro con le forze d'opposizione. La presidente di Fininvest, intervenendo sulle pagine di Repubblica, ha sostenuto il disegno di legge costituzionale evidenziandone l'obiettivo principale: creare una barriera efficace contro l'interferenza politica nel Consiglio Superiore della Magistratura. Un argomento che però non ha convinto i critici del provvedimento, che da più fronti hanno mosso obiezioni sostanziali.
Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera, mette il dito sulla piaga più evidente: secondo la parlamentare, la lettera di Berlusconi non affronta la questione cruciale per i cittadini italiani, cioè se questa riforma porterà effettivamente a processi più rapidi e a una giustizia più efficiente. "La risposta purtroppo è negativa," sostiene Braga, aggiungendo che il provvedimento non interviene sui problemi concreti che quotidianamente ostacolano l'accesso alla giustizia. Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, va oltre: a suo dire, Berlusconi sostiene semplicemente la riforma voluta da suo padre. Per Serracchiani, il disegno di legge rappresenta un'operazione che restringe l'autonomia della magistratura e consente un controllo maggiore della politica su pubblici ministeri e giudici, in contrasto con i principi costituzionali.
Anche il Movimento 5 Stelle entra nella mischia. Luca Pirondini, neo-capogruppo pentastellato al Senato, evidenzia come nel testo del provvedimento non vi sia alcun meccanismo che acceleri concretamente i processi. "Se chiedete se questa riforma renderà la giustizia più veloce e efficiente, la risposta è chiaramente no," afferma Pirondini, richiamando persino il parere critico di figure di centrodestra come Giulia Bongiorno, nota esperta di diritto processuale.
Dall'area dei Verdi e della Sinistra arriva un'interpretazione diversa. Secondo Angelo Bonelli, l'intervento di Berlusconi non va letto solo come una posizione teorica sulla riforma, ma come un segnale di un possibile coinvolgimento politico più diretto nei prossimi sviluppi. Il rilievo di Bonelli suggerisce che la lettera potrebbe rappresentare un preludio a iniziative di carattere politico da parte della presidente di Mondadori.
Mentre l'opposizione critica la riforma da più angolazioni, non mancano i consensi dalle fila di Forza Italia e delle aree più vicine a Berlusconi, che vedono positivamente il suo intervento pubblico sulla questione. La contrapposizione rimane però marcata: da un lato chi sostiene che il provvedimento colpisce il cuore dei problemi della magistratura, dall'altro chi lo vede come un'operazione che non affronta i veri nodi della giustizia italiana e che, anzi, corre il rischio di limitare l'indipendenza dei magistrati.