Giorgia Meloni ha affrontato in Parlamento la situazione di crescente tensione in Medio Oriente, tracciando una linea che vuole apparire equilibrata ma che ha subito generato polemiche. Al Senato ha lanciato un primo segnale di apertura, invitando le forze di opposizione a un confronto costruttivo a Palazzo Chigi per affrontare con unità la crisi legata agli scontri tra Iran, Stati Uniti e Israele. Un approccio che la premier ha reiterato con toni misurati, sottolineando come l'Italia rimanga esclusa dal conflitto e non intenda parteciparvi.
Ma il clima è rapidamente degenerato durante gli interventi alla Camera dei deputati. L'opposizione ha accolto con fredda diffidenza l'invito della premier: Giuseppe Conte ha definito l'apertura tardiva e poco credibile, lamentando che fosse durata solo poche ore prima che Meloni tornasse a comportarsi come al solito. Elly Schlein, invece, ha usato toni ancora più aspri, chiedendo alla premier di rinunciare allo stile combattivo e di elevarsi al livello di gravità della situazione internazionale. Per il Partito Democratico, il governo non sta dimostrando l'autorevolezza richiesta da una crisi di questa portata.
Nel merito della questione geopolitica, Meloni ha mantenuto una posizione articolata: ha condannato l'intervento bilaterale di Washington e Tel Aviv come contrario al diritto internazionale, ma allo stesso tempo ha ribadito l'impossibilità di tollerare un Iran dotato di armi nucleari. Ha inoltre precisato che l'Italia non è complice delle scelte altrui. Tuttavia, secondo alcuni esponenti dell'opposizione come Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra, l'esecutivo appare sostanzialmente subordinato alla linea dell'amministrazione Trump.
Nella controreplica, la tensione ha raggiunto livelli alti. Meloni ha accusato il Pd di doppio standard, sostenendo che il centrosinistra celebra gli americani quando intervengono contro regimi autoritari ma li critica quando agiscono altrove. Conte ha risposto in modo durissimo, paragonando il comportamento della premier a una mancanza di scrupoli morale, e sottolineando come la sua critica all'azione americana sugli attacchi all'ambasciata di Baghdad stonasse rispetto al silenzio su vittime civili palestinesi.
Sul fronte delle priorità, Meloni ha ribadito la volontà di ricondurre la crisi entro canali diplomatici, proponendo al G7 un confronto con il Consiglio di cooperazione del Golfo. Ha anche richiesto all'Iran di cessare gli attacchi ingiustificati ai Paesi limitrofi, mentre ha invitato Usa e Israele a condurre operazioni nel pieno rispetto della vita civile. La premier sostiene di muoversi con la massima prudenza di fronte a uno scenario dove ogni opzione disponibile comporta rischi significativi. Tuttavia, il tentativo di riconciliazione iniziale con l'opposizione ha registrato un netto fallimento, lasciando il Parlamento profondamente diviso su come l'Italia debba posizionarsi di fronte alla crisi mediorientale.