Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha commentato l'attacco che ha colpito il contingente militare italiano a Erbil, in Iraq, manifestando profonda preoccupazione per l'accaduto. Nel corso di un'intervista a Rtl 102.5, la leader dem ha innanzitutto voluto esprimere la propria vicinanza ai soldati italiani rimasti vittime dell'azione militare.
Sulla scia dell'episodio, Schlein ha ribadito con forza la necessità di un cessate il fuoco immediato nella regione, tornando a criticare aspramente le dinamiche belliche in corso. Secondo la segretaria democratica, il conflitto in questione non avrebbe mai dovuto avere inizio, definendolo come illegittimo dal punto di vista giuridico internazionale.
Nell'intervento, Schlein ha delineato una posizione equilibrata ma ferma: sebbene riconosca che l'Iran deve interrompere le proprie operazioni, ha sottolineato con uguale enfasi che devono cessare anche gli interventi militari condotti da Washington e da Israele. La dirigente ha lanciato un avvertimento sulla deriva autoritaria dei conflitti contemporanei, affermando che il ricorso ad attacchi unilaterali, scavalcando i meccanismi di diritto internazionale, comporta l'abbandono dei principi di legalità globale a favore della supremazia della potenza militare.
Le dichiarazioni del Pd si inseriscono nel dibattito più ampio sulla posizione italiana negli equilibri mediorientali e sulla responsabilità delle democrazie occidentali nel preservare le norme internazionali, in un momento di crescente tensione geopolitica.