Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha indirizzato una missiva ai Patriarchi del Medio Oriente per manifestare vicinanza fraterna verso le comunità cristiane devastate dalla guerra. Nel documento, il porporato esprime solidarietà nei confronti di vescovi, sacerdoti, consacrati e popolazione civile che stanno patendo le conseguenze del conflitto in corso nella regione.

Zuppi non nasconde la preoccupazione per l'escalation della violenza che continua a seminare sofferenza, feriti e morti, colpendo in modo particolare i soggetti più vulnerabili: nuclei familiari, minori, anziani, malati e quanti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni o vivono in uno stato di incertezza costante. Una situazione che il presidente dei vescovi italiani descrive come particolarmente angosciante poiché riguarda storicamente la culla del cristianesimo.

"Preoccupa fortemente il rischio che le comunità cristiane del Medio Oriente, già provate da decenni di violenza e persecuzioni sistematiche, perdano la speranza e che le nuove generazioni decidano di emigrare dalla terra natia", sottolinea il cardinale nella sua comunicazione. Un'emorragia demografica che rappresenterebbe una perdita culturale e spirituale irreversibile per l'intera cristianità.

Rinnovando la posizione della Chiesa cattolica, Zuppi ribadisce con fermezza che "la guerra non costituisce e non potrà mai rappresentare una soluzione accettabile". Il presidente della Cei sostiene che il ricorso alla forza non può sostituirsi al faticoso lavoro della diplomazia e del dialogo, ritenuti gli unici strumenti capaci di risolvere le controversie e costruire una pace stabile e giusta. Il porporato richiama quindi l'appello di Papa Leone XIV affinché si ponga fine alle ostilità, si interrompano i bombardamenti e si raggiunga senza indugi un cessate il fuoco definitivo.

In risposta alla crisi umanitaria, la Chiesa italiana ha programmato per venerdì 13 marzo una giornata dedicata alla preghiera e al digiuno per la pace mondiale. L'occasione sarà contrassegnata da una commemorazione speciale dedicata a padre Pierre Al-Rahi, sacerdote ucciso in un attentato in Libano, e alle sofferenze patite dalle comunità cristiane orientali. Un momento di raccoglimento che intende trasformare la preghiera in un atto di testimonianza e impegno concreto verso la riconciliazione nella regione.