Il Comitato per la legislazione del Senato ha sottoposto a una valutazione critica il decreto sicurezza approvato dall'esecutivo, rilasciando un parere che evidenzia significativi problemi sia di merito che di procedura. Secondo l'organismo senatoriale, il provvedimento non soddisfa pienamente i criteri di necessità e urgenza che rappresentano i presupposti legittimi per l'utilizzo della decretazione d'urgenza, uno strumento normativo che dovrebbe essere riservato a situazioni straordinarie e improcrastinabili.

La commissione ha sottolineato, in particolare, come le motivazioni a sostegno dell'urgenza non siano state adeguatamente articolate. Nel suo documento, il Comitato osserva che le argomentazioni del governo avrebbero dovuto essere specificate con riferimento a ciascuno degli articoli e delle misure contenute nel decreto, seguendo un approccio puntuale piuttosto che generico. Questa mancanza di dettaglio rappresenta una violazione delle buone pratiche legislative e solleva interrogativi sulla legittimità della procedura utilizzata.

Un secondo rilievo concerne la disomogeneità complessiva del provvedimento. Il decreto introduce infatti misure che riguardano ambiti molto differenti tra loro, una caratteristica che stride con l'idea stessa di un decreto d'urgenza, che dovrebbe affrontare questioni coerenti e strettamente correlate. La molteplicità degli argomenti trattati, secondo il Senato, avrebbe dovuto trovare migliore collocazione nell'ordinario processo legislativo.

Ma il giudizio più severo riguarda l'introduzione di nuovi reati e circostanze aggravanti attraverso il ricorso alla decretazione d'urgenza. Il Comitato avverte che questa pratica contraddice i principi di ponderazione e approfondimento che caratterizzano il dibattito parlamentare tradizionale. L'utilizzo della via d'urgenza per modificare il diritto penale espone il sistema a rischi concreti: maggiore è la probabilità che il governo debba intervenire ripetutamente negli stessi settori in tempi brevi, generando instabilità normativa e confusione applicativa.

Il parere, pur essendo vincolante, non blocca direttamente l'iter del decreto. Tuttavia, rappresenta un'importante avvertenza verso l'esecutivo e i parlamentari, evidenziando come la fretta legislativa in materia penale possa compromettere la qualità della normativa e la certezza del diritto. Le critiche sollevate rimettono in discussione le scelte procedurali adottate dal governo e sollevano dubbi sulla solidità giuridica del provvedimento.