Leonardo ha svelato oggi a Roma il più ambizioso piano industriale della sua storia, tracciando una rotta che intende trasformare radicalmente l'azienda nel quinquennio 2026-2030. Roberto Cingolani, numero uno del colosso italiano della difesa e sicurezza, ha presentato una strategia aggressiva che si colloca nel momento di massima tensione geopolitica europea, sfruttando una crescente domanda di sistemi difensivi integrati. Il progetto mira a espandere il gruppo da quasi 63mila addetti attuali a oltre 75mila entro fine decennio, con una particolare attenzione al reclutamento di giovani talenti e figure femminili nei settori tecnico-scientifici.

La trasformazione iniziata nel 2023 con l'arrivo di Cingolani ha già prodotto risultati tangibili. Quando l'amministratore delegato ha preso le redini, Leonardo presentava una struttura frammentaria, con divisioni che operavano quasi in autonomia, un portafoglio produttivo dispersivo e una digitalizzazione minimale. In tre anni la situazione è stata ribaltata: la conversione del flusso di cassa è passata dal 54% al 70%, mentre il flusso di cassa operativo ha superato per la prima volta il miliardo di euro, una soglia che l'azienda considerava cruciale. Parallelamente, il gruppo ha razionalizzato gli asset, lanciato importanti collaborazioni strategiche e investito massicciamente in intelligenza artificiale e cybersicurezza.

Tra le partnership più significative figurano l'accordo con il tedesco Rheinmetall nel settore terrestre e la collaborazione con il turco Baykar nel campo dei droni. Nel comparto aerospaziale, l'istituzione di una divisione dedicata ha permesso di coordinare le attività che in precedenza risultavano frammentate. Questi movimenti rispondono a una visione europea della sicurezza, dove Leonardo ambisce a diventare snodo centrale di una rete industriale continentale in grado di rispondere alle sfide attuali.

L'elemento più dirompente della strategia è il Michelangelo Dome, un sistema tecnologico che rappresenta il nuovo corso dell'azienda. Il sistema verrà sottoposto a test operativi direttamente in Ucraina, un chiaro segnale di come Leonardo intenda posizionarsi non solo come fornitore di tecnologie, ma come partner operativo nella sicurezza europea. Cingolani ha inquadrato il piano come risposta a un'Europa che si trova a fronteggiare uno scenario di sicurezza radicalmente diverso rispetto al passato, con investimenti nella difesa in crescita su ambo i versanti dell'Atlantico.

Secondo le dichiarazioni dell'amministratore delegato, il quinquennio appena inaugurato rappresenta soltanto l'inizio di una trasformazione che procederà ben oltre il 2030. La scommessa è che Leonardo riesca a consolidare il ruolo di attore principale nella difesa europea, sfruttando una domanda di sistemi integrati destinata a mantenersi elevata nel prossimo decennio e oltre.