Trieste rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri con una grande esposizione retrospettiva. Al Magazzino 26 del Porto Vecchio è stata inaugurata oggi la rassegna dedicata a Marino Sormani, il maestro della pittura italiana di cui ricorre il centenario della nascita. L'iniziativa, promossa dall'amministrazione comunale con il sostegno della Fondazione CRTrieste, rappresenta un tributo importante a un artista che ha profondamente segnato la scena culturale del territorio nel corso del ventesimo secolo.

La mostra propone ai visitatori un percorso affascinante attraverso circa cinquanta opere che documentano il cammino creativo di Sormani, dalla nascita del suo linguaggio artistico fino alle prove più mature. In esposizione trovano spazio sia i disegni tratti dai suoi numerosi taccuini e album, ricchi di schizzi e annotazioni grafiche, sia i dipinti a olio risalenti ai primi anni Cinquanta e alle esperienze parigine che hanno arricchito la sua ricerca artistica. Completano la selezione una serie di prove di grafica e numerose composizioni paesaggistiche, molte delle quali caratterizzate da un'atmosfera di serenità e quiete contemplativa.

Lo stile di Sormani si distingue per una pratica meditativa e consapevole: una pittura che non scaturisce dall'improvvisazione, ma dall'elaborazione mentale e dalla riflessione profonda. Lo stesso artista ha spiegato come il suo percorso artistico sia stato il frutto di una scelta deliberata, non di una precoce inclinazione giovanile. "Il mio lavoro più impegnativo consiste nel pensare l'opera prima ancora di realizzarla", aveva affermato Sormani. La ricerca estetica che lo caratterizza emerge anche dalla sua predilezione per soggetti ricorrenti, come le spiagge deserte, che rispondono a un'esigenza profonda della sua personalità creativa. L'artista riconosceva inoltre come la pittura sia il risultato complesso di educazione, cultura ed esperienze accumulate nel tempo, elementi che si intrecciano in modo talvolta inafferrabile.

La retrospettiva testimonia come Sormani abbia costruito un linguaggio visivo molto personale, dove il segno grafico e l'uso del colore si combinano con precisione e intenzionalità. Le sue tele raccontano una visione del mondo caratterizzata da calma introspettiva e da una ricerca continua dell'ordine nelle forme e nelle composizioni. Chi ha curato l'esposizione, organizzata da Trart, ha scelto di evidenziare proprio questa dimensione riflessiva e sospesa che permea l'intera produzione del maestro triestino, scomparso nel 1995.

L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 10 maggio con accesso completamente gratuito. Per gli appassionati di storia dell'arte e per chi desideri approfondire la conoscenza della cultura visiva triestina, si tratta di un'occasione significativa per scoprire le molteplici sfaccettature di un artista che ha saputo coniugare rigore compositivo e sensibilità estetica in modo del tutto singolare.