Giuseppe Conte torna a criticare duramente la linea del governo sulla riforma costituzionale relativa alla giustizia. Intervenendo durante un evento a Torino dedicato al referendum, il presidente del Movimento Cinque Stelle ha accusato Giorgia Meloni di diffondere informazioni fuorvianti tra i cittadini italiani.

Secondo Conte, le affermazioni della premier secondo cui criminali violenti, trafficanti di droga e abusatori sarebbero liberati dalle carceri in caso di vittoria del «no» rappresenterebbero una distorsione della realtà. «Sono racconti inventati per spaventare la gente», ha dichiarato il leader pentastellato, denunciando quella che a suo avviso è una campagna costruita su promesse non veritiere.

Il vero nucleo della questione, ha spiegato Conte, risiede in un obiettivo completamente diverso: la riforma punta a invertire l'equilibrio tra poteri dello stato, privilegiando l'esecutivo rispetto alla magistratura indipendente. «L'unico scopo di questa operazione è affermare il primato della politica sulla giustizia», ha sottolineato il pentastellato, aggiungendo che una vera politica dovrebbe dimostrarsi forte attraverso scelte di principio, non attraverso tentativi di autoprotezione.

Conte ha quindi elencato una serie di questioni internazionali sulle quali, secondo lui, la politica dovrebbe assumere posizioni nette: i conflitti in Medio Oriente, la situazione in Venezuela, le violazioni del diritto internazionale. Ha infine richiamato l'attenzione sulla necessità di consegnare alla giustizia internazionale i responsabili di crimini contro l'umanità.

Il leader dei Cinque Stelle ha concluso ribadendo che il governo sta tentando di costruire una corazza protettiva intorno all'esecutivo, sottraendolo agli scrutini della magistratura. «Questa non è forza politica», ha concluso Conte, «è soltanto un tentativo di mettere al riparo il potere e i suoi alleati dalle inchieste».