Un progetto ambizioso dedicato a Sophia Loren approda finalmente in libreria. La Regione Campania e la Fondazione Film Commission hanno trasformato il "Progetto Loren", avviato lo scorso ottobre in occasione del novantesimo compleanno dell'icona del cinema italiano, in un volume straordinario presentato oggi al Teatro San Carlo di Napoli. Si tratta di uno studio monumentale che racchiude 560 fotografie, molte delle quali rare e mai pubblicate prima d'ora.

L'opera, edita da Dario Cimorelli e curata dal critico Marcello Garofalo, si sviluppa su 480 pagine e rappresenta uno dei lavori più esaustivi mai realizzati sulla vita e la carriera dell'attrice partenopea. Per la prima volta, il volume analizza in un'unica cornice tutti i novantotto titoli interpretati da Loren nell'arco di ottant'anni di attività, spaziando dal cinema d'autore - compresi i film che le valsero nomination e vittorie prestigiose - fino alle esperienze televisive. Il racconto muove dalla Pozzuoli del secondo dopoguerra e segue il percorso che l'ha trasformata in una diva internazionale, capace di collaborare con mostri sacri come Cary Grant, John Wayne, Clark Gable, Anthony Quinn, Gregory Peck, Peter Sellers e Marlon Brando, senza mai abbandonare le proprie origini napoletane.

"Ho pensato a questo libro come a una macchina del tempo", ha spiegato Garofalo durante la presentazione. "Mi sono concentrato soprattutto sull'intelligenza interpretativa di Sophia, sulla sua volontà di conferire a quasi ogni personaggio una dimensione di 'immagine-cinema' destinata a restare impressa nella memoria collettiva. Dal capolavoro 'La Ciociara' in poi, il suo lavoro è sempre stato caratterizzato da una profonda sensibilità verso questioni etiche ed esistenziali". La pubblicazione è arricchita da una prefazione di Erri De Luca e dalla riedizione di un testo critico del 1959 firmato da Giuseppe Marotta.

Oltre al libro, il progetto guarda già al futuro. L'acquisizione di un importante fondo privato relativo a materiali storici sulla Loren permetterà la creazione di un centro studi permanente dedicato all'attrice. "Sophia è l'unica performer italiana che ha conquistato Hollywood rimanendo completamente fedele a se stessa", ha sottolineato Titta Fiore, presidente della Film Commission campana. "Celebrarla significa riconoscere quella straordinaria capacità di attraversare epoche e generi cinematografici senza mai tradire la propria essenza".