A distanza di un decennio dalla scomparsa della leggendaria architetta Zaha Hadid, avvenuta il 31 marzo 2016 a Miami, Milano si prepara a rendere omaggio alla visione innovativa della progettista con l'intitolazione di una strada cittadina. La proposta, presentata ufficialmente dall'assessore alla Cultura del Comune Tommaso Sacchi, rispetta i tempi previsti dalla normativa comunale che richiede il passaggio di almeno dieci anni prima di dedicare un luogo pubblico a una personalità scomparsa.
Zaha Hadid, nata a Baghdad nel 1950, ha rappresentato una figura straordinaria nel panorama architettonico internazionale, diventando la prima donna a conquistare il prestigioso Premio Pritzker nel 2004. La sua carriera è stata costellata di riconoscimenti di primo livello, tra cui due Premi Stirling e la Royal Gold Medal for Architecture, testimonianza della sua influenza decisiva nel ridefinire il concetto moderno di spazio urbano e architettonico.
L'impatto della progettista sulla città di Milano è particolarmente significativo grazie alla realizzazione della Torre Generali all'interno del complesso di City Life, un'opera che rappresenta perfettamente l'approccio rivoluzionario di Hadid verso le forme architettoniche fluide e organiche. Tuttavia, il suo lascito si estende ben oltre i confini lombardi: dal Museo MAXXI di Roma al London Aquatic Centre, dalla Stazione di Napoli Afragola al Centro Culturale Heydar Aliyev di Baku, la sua impronta ha trasformato skyline e paesaggi urbani in tutto il mondo.
La carriera della progettista, conclusasi prematuramente a causa di un infarto fulminante all'età di soli 65 anni, ha comunque lasciato un'eredità visibile e tangibile che continua a ispirare professionisti e cittadini. Milano, attraverso questo gesto simbolico di dedicarle una strada, riconosce non solo il valore artistico e tecnico dei suoi progetti, ma anche il ruolo fondamentale che Hadid ha avuto nell'evoluzione dell'architettura contemporanea e nella trasformazione della città verso modelli più innovativi e sostenibili.