Giorgia Meloni ha affidato a un discorso al teatro Parenti di Milano le sue considerazioni sulla riforma della giustizia in discussione referendaria. La premier ha voluto chiarire in modo inequivocabile una questione che da settimane circola negli ambienti politici: l'eventuale vittoria del fronte oppositore non comporterà alcuna valutazione sulla sua permanenza a Palazzo Chigi. La questione rimane dunque circoscritta al merito della riforma costituzionale, senza coinvolgere la stabilità del governo.
Durante la chiusura della kermesse di Fratelli d'Italia, Meloni ha scelto di rivolgere un appello diretto ai cittadini affinché sostengano la proposta di separazione delle carriere nel corpo della magistratura. Secondo la premier, il sistema giudiziario rappresenta l'unica grande istituzione nazionale che non ha ancora subito interventi strutturali significativi nel corso dei decenni. Una lacuna che, a suo dire, rispecchia il fallimento dei precedenti tentativi di riforma nel settore.
La leader del governo ha imputato i naufraghi precedenti dei progetti di riforma alle posizioni contrarie dei vertici dell'Associazione nazionale magistrati. Meloni ha voluto sottolineare come la resistenza della categoria rappresenti un ostacolo persistente a qualsiasi tentativo di modernizzare l'apparato giudiziario italiano. Nel suo intervento, ha invitato esplicitamente l'opinione pubblica a non voltare lo sguardo altrove, interpretando questo come un appello alla consapevolezza civile nel momento referendario.
L'occasione milanese ha rappresentato per la premier l'ennesima tappa della campagna a favore del sì al quesito referendario. Nonostante le incertezze sondaggistiche e le resistenze interne alla coalizione di governo, Meloni continua a spingere sulla spinta riformatrice, mantenendo ferma la distinzione tra il merito della questione costituzionale e la tenuta dell'esecutivo di cui è a capo.