La notte più importante del cinema mondiale si avvicina con uno scenario affascinante: due visioni completamente diverse del settore si contendono la statuetta più ambita. Da una parte c'è l'opera principale di Ryan Coogler, che ha già conquistato i Golden Globe grazie a numeri impressionanti al botteghino a livello planetario (370 milioni di dollari, quadruplo il budget investito), accompagnata da un numero straordinario di riconoscimenti: ben 16 candidature, mai raggiunte prima nella storia della manifestazione. Dall'altra sponda si posiziona il progetto del maestro Paul Thomas Anderson, autentico campione del cinema d'autore, che segue con 13 nomination e rappresenta una scelta più consapevole dal punto di vista estetico e narrativo.

I due film si sfideranno frontalmente in ben undici categorie, dall'ambito premio principale fino alle competizioni tecniche e artistiche: dalla miglior regia alla fotografia, dal montaggio alle sceneggiature. Interessante notare come un'altra produzione nordica, il progetto norvegese di Joachim Trier, rimane comunque in corsa con nove candidature, mantenendo vive altre speranze nella competizione. La cerimonia andrà in onda nella notte tra domenica e lunedì sulla televisione nazionale, con la conduzione affidata ad Alberto Matano, mentre il palco sarà animato dal comico Conan O'Brien e da una serie di ospiti d'eccezione tra cui i vincitori della passata edizione.

In un contesto segnato da proteste annunciate e da allerte sulla sicurezza (nonostante le ipotesi non ancora confermate su possibili minacce), la manifestazione manterrà comunque il suo carattere celebrativo. Tra le novità di questa edizione spicca l'introduzione di una nuova categoria dedicata al casting, che premierà per la prima volta i professionisti responsabili della selezione degli attori. Verranno anche proposti momenti musicali legati alle canzoni originali in corsa, mentre il segmento dedicato ai ricordi vedrà tributi a personaggi storici come Robert Redford e una riunione speciale dedicata a uno dei più importanti registi dell'era moderna.

Sulla corsa ai premi per i protagonisti si registra una situazione fluida dopo settimane di assestamento: fino a poco tempo fa tutto sembrava scritto, ma recenti sviluppi hanno riaperto il campo tra candidati di primo livello, generando una competizione più incerta e affascinante. Nella categoria internazionale emerge lo scenario articolato del cinema mondiale, con produzioni provenienti da diversi continenti: accanto al film norvegese figurano un'opera brasiliana, un progetto spagnolo e una sofferta testimonianza tunisina sui conflitti contemporanei, insieme a un capolavoro iraniano girato clandestinamente e presentato ufficialmente dalla Francia.