Claudia Zanella, nota attrice italiana, si racconta in un'intervista al settimanale Repubblica affrontando un tema ancora poco discusso nel dibattito pubblico: quello di crescere una figlia affetta da giftedness, la plusdotazione cognitiva. Penelope, la sua bambina di dieci anni, rappresenta un caso emblematico di come l'eccezionale intelligenza possa convivere con particolari fragilità emotive e relazionali.

Secondo la madre, la piccola è caratterizzata da una curiosità apparentemente inesauribile e da una memoria sorprendente. Riesce addirittura a recitare testi di Platone, dimostrando una capacità di comprensione e assimilazione ben oltre la media della sua età. Eppure, come sottolinea Zanella, queste qualità straordinarie non rappresentano solo un privilegio: rappresentano anche una sfida concreta nella gestione quotidiana.

Un aspetto particolarmente delicato emerso dall'intervista riguarda la sfera emotiva di Penelope. La bambina possiede un marcato senso della giustizia, tipico delle personalità gifted, ma si rivela allo stesso tempo estremamente vulnerabile di fronte ai soprusi e alle ingiustizie. Come riferisce la madre, fronteggia il mondo «senza pelle», ovvero con una sensibilità accentuata che la espone a sofferenze emotive significative.

Zanella tocca un nervo scoperto del sistema educativo italiano: la scuola, nel suo assetto attuale, non è adeguatamente preparata per gestire la neurodivergenza rappresentata dai bambini plusdotati. Sebbene molti considerino la giftedness unicamente come una fortuna, l'attrice evidenzia come la realtà sia ben più complessa e problematica. Le istituzioni scolastiche mancano ancora di strumenti didattici specifici, formazione docente adeguata e protocolli di supporto per questi ragazzi.

L'intervista di Zanella contribuisce a portare alla luce una riflessione più ampia sulla necessità di riconoscere e valorizzare le neurodivergenze all'interno del contesto educativo e sociale. La plusdotazione cognitiva, lungi dall'essere una semplice benedizione, richiede attenzione, comprensione e risorse specifiche che il sistema italiano, al momento, stenta a fornire.