Alessandro Michele ha presentato ieri sera a Palazzo Barberini la sua visione della maison Valentino con la collezione Interferenze 2026, dichiarando apertamente che l'elemento dirompente è lui stesso. Lo stilista ha scelto la magnificenza tardomanierista della residenza romana, posizionando la sfilata in uno spazio compreso tra due capolavori dell'architettura barocca: lo scalone monumentale berniniano e la scala elicoidale borromeliana. Una metafora spaziale che rispecchia il suo approccio: dove Bernini rappresentava la perfezione classica di Valentino, Borromini incarnava il coraggio di sperimentare che Michele porta oggi alla maison.
Intervistato sul significato del titolo, Michele ha spiegato il suo operato con disarmante sincerità: "L'interferenza è stare al posto di un altro. Io lo faccio a modo mio, ovviamente con tanti errori nascosti da tutte le parti". Lo stilista ha enfatizzato come il suo lavoro rifletta un'epoca caratterizzata da distorsioni e difetti rispetto al mondo perfetto in cui Valentino voleva operare. Ha illustrato il concetto attraverso la reinterpretazione del torchon, il caratteristico drappeggio della maison: nelle sue mani diventa sperimentazione pura, come nella giacca maschile dove un'elica di tessuto sostituisce la tradizionale martingala.
Michele ha difeso la propria visione con una riflessione profonda sul significato artigianale dei drappeggi: "Tutte quelle pieghe, tutti quei drappeggi sono una forma di preghiera e di sapienza, qualcosa che vola staccandosi dal corpo". La sua scelta di renderli imperfetti, "storti", rappresenta il tentativo di catturare l'essenza del nostro tempo complesso, mantenendo però l'eredità tecnica e concettuale della maison.
La collezione consta di 80 creazioni suddivise in 50 modelli femminili e 30 maschili, tutti caratterizzati da una qualità esecutiva riconosciuta anche dagli osservatori più critici. Il debutto romano segna un cambio di guardia significativo per una delle più prestigiose maison italiane, con Michele che non sceglie di negare il passato ma di contaminarlo consapevolmente con la propria poetica stilistica. La scelta di presentare a Roma, nella capitale italiana della moda storica, sottolinea l'importanza di questo momento per Valentino e il confronto diretto tra due visioni diverse ma complementari dell'alta sartoria.