Si è spento Lamberto Cardia, figura di spicco dell'amministrazione pubblica italiana che ha lasciato un segno significativo nel panorama istituzionale nazionale. Il magistrato della Corte dei Conti, che aveva raggiunto i 92 anni, ha dedicato gran parte della sua carriera al servizio dello Stato, ricoprendo posizioni di responsabilità nei principali snodi decisionali del governo.
La sua esperienza amministrativa si è costruita nel corso di decenni, iniziando con ruoli strategici presso i più importanti dicasteri. Ha prestato servizio come capo di Gabinetto a Palazzo Chigi, ha operato presso i ministeri dell'Economia e del Turismo, e ha diretto l'ufficio legislativo del Tesoro. Nel 1995, durante il governo guidato da Lamberto Dini, è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, posizione che ha mantenuto fino a maggio del 1996.
Il culmine della sua carriera istituzionale è stato il mandato alla guida della Consob, l'organismo preposto alla vigilanza del mercato finanziario italiano. Nominato dal secondo governo Berlusconi, ha presieduto l'ente di vigilanza dal giugno 2003 fino al novembre 2010, un periodo cruciale per il panorama normativo della finanza nazionale. Successivamente, tra il 2010 e il 2014, ha assunto la presidenza delle Ferrovie dello Stato, ulteriore testimonianza della fiducia riposta nelle sue competenze amministrative.
I funerali si svolgeranno nei prossimi giorni a Cetona, in provincia di Arezzo, in forma ristretta secondo i desideri della famiglia. Una camera ardente è stata allestita presso la clinica Pio XI a Roma, dove amici e colleghi potranno rendere un ultimo tributo a una figura che ha rappresentato la solidità e l'efficienza dell'amministrazione pubblica italiana.