Fratelli d'Italia finisce nel mirino per aver organizzato un evento pubblico a Brescia che cade nel periodo vietato dalle leggi elettorali. L'appuntamento, promosso dall'eurodeputato del partito Inselvini, è stato calendarizzato per il 21 marzo, giorno che precede immediatamente lo svolgimento della consultazione referendaria.

Secondo la normativa vigente, il silenzio elettorale rappresenta un obbligo legale che impedisce qualsiasi forma di attività propagandistica da parte dei candidati e delle forze politiche. Le restrizioni entrano in vigore a partire dalla mezzanotte del venerdì che precede il giorno delle elezioni e rimangono in vigore fino al momento della chiusura dei seggi. Nel caso specifico, questo significa che l'evento organizzato nella provincia lombarda avrebbe violato tali disposizioni.

L'iniziativa, presentata come un momento di confronto informale tra l'esponente di FdI e i cittadini bresciani attorno a un aperitivo, non è stata corredata di comunicati ufficiali che spiegassero come il partito intendesse rispettare la normativa vigente. L'assenza di chiarimenti sulle modalità di conformità alle regole ha alimentato i dubbi sulla legittimità dell'iniziativa.

La questione solleva interrogativi più ampi sulla corretta interpretazione delle norme di silenzio elettorale e sulla loro applicazione in caso di eventi organizzati in prossimità della data del voto. Resta da vedere se altre forze politiche solleveranno formali eccezioni riguardanti la regolarità dell'accaduto o se emergeranno precisazioni da parte dello stesso partito interessato.