Una nuova ondata di violenza antisemita scuote l'Europa e gli Stati Uniti. Nella notte tra il 13 e il 14 marzo, un ordigno incendiario è stato fatto esplodere contro una scuola ebraica nei Paesi Bassi, in un episodio che si inserisce in un preoccupante pattern di attacchi coordinati. La sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, ha immediatamente condannato il gesto come "un vile attacco alla comunità ebraica", pur precisando che i danni materiali risultano contenuti.
A reclamare la responsabilità dell'attentato olandese è l'organizzazione denominata IMCR, acronimo di "Islamic Movement of the Companions of the Righteous" (Movimento Islamico dei Compagni dei Giusti). Il gruppo ha diffuso un video attraverso la piattaforma X che documenta la detonazione dell'ordigno. Secondo le analisi storiche islamiche, il nome simboleggia virtù spirituale: nella tradizione coranica, i "Compagni della Destra" rappresentano i credenti virtuosi destinati alla salvezza nel Giorno del Giudizio, coloro che riceveranno il registro delle loro azioni nella mano destra, segno di benedizione divina.
L'attentato di Amsterdam rientra in una serie allarmante di episodi. Pochi giorni prima, quattro uomini erano stati arrestati per il responsabile dell'esplosione davanti alla sinagoga di Rotterdam. Inoltre, nelle scorse settimane si sono registrati episodi simili negli Stati Uniti, rispettivamente in Virginia e Michigan. Un ulteriore attacco è stato perpetrato a Liegi, in Belgio. Tutti gli eventi, caratterizzati da attentati notturni contro strutture religiose ebraiche, presentano modalità operative simili.
L'esperto di contraterrorismo Giovanni Giacalone, intervistato da questa redazione, traccia un quadro inquietante della situazione: "Nel giro di una settimana, questo gruppo ha già rivendicato quattro operazioni distribuite tra Olanda, Belgio e Grecia". Secondo Giacalone, l'impronta sciita è evidente da molteplici elementi: i canali Telegram utilizzati per la diffusione dei video sono collegati alle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e a Hezbollah, mentre i simboli impiegati nelle comunicazioni richiamano quelli delle milizie sciite irachene e delle organizzazioni filo-iraniane. Particolari i dettagli iconografici: il gruppo ha sostituito il tradizionale fucile d'assalto Kalashnikov con altri simboli nelle proprie rappresentazioni grafiche.
L'emergenza desta crescente allarme tra le comunità ebraiche europee e nelle autorità di sicurezza. La rivendicazione pubblica di questi attacchi, unita alla frequenza e alla coordinazione geografica degli episodi, suggerisce un'organizzazione strutturata e non un semplice gruppo improvvisato. Se la matrice venisse completamente accertata, si tratterebbe di una rete neo-costituita ma operativa, con solidi legami nella galassia dell'estremismo sciita medio-orientale, rappresentando una nuova minaccia per la sicurezza del continente europeo.