Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e responsabile della politica di coesione, intende sottoporre all'approvazione tre linee strategiche destinate a guidare i prossimi investimenti comunitari. L'annuncio è arrivato durante un incontro svoltosi a Lussemburgo con la Corte dei conti dell'Unione europea lo scorso 2 marzo, con l'intento di presentarle prima della conclusione dei negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale, il grande bilancio settennale dell'Ue.
Le tre priorità individuate da Fitto puntano a colmare alcune lacune strutturali dello spazio europeo. La prima riguarda il sostegno specifico alle isole, la seconda è destinata alle regioni periferiche e la terza introduce il concetto di "diritto a rimanere", una formula nuova che riconnette direttamente il fenomeno dello spopolamento rurale alla capacità competitiva complessiva dell'Unione. "Se intendiamo veramente rafforzare il nostro mercato interno, dovremo disporre di strumenti politici robusti, tra cui la coesione territoriale, per costruire contesti positivi in ogni angolo dell'Europa", ha dichiarato il commissario italiano.
Parallela alla definizione delle strategie è la questione della governance amministrativa. Fitto ha chiarito che qualsiasi decisione operativa sui Piani nazionali e regionali di sviluppo dovrà aspettare che il Consiglio europeo stabilisca l'ammontare complessivo delle risorse disponibili, evitando così di procedere su numeri ancora incerti.
Un secondo tema cruciale affrontato dal vicepresidente è la semplificazione della macchina burocratica comunitaria. Attualmente, l'architettura dei fondi europei si articola su quattordici strumenti diversi e gestisce oltre cinquecento programmi sparsi nel territorio dell'Unione. "Questa frammentazione rende le nostre politiche meno efficaci di quanto potrebbero essere", ha sottolineato Fitto, richiamando la necessità di razionalizzare il sistema e concedere maggiore flessibilità operativa ai governi nazionali e regionali. L'amministratore ha citato l'esperienza della revisione conclusiva dei Piani di ripresa nazionali del Recovery Fund come modello da estendere.
Durante la visita lussemburghese, Fitto ha avuto colloqui costruttivi anche con i rappresentanti del governo locale e della Banca europea degli investimenti, focalizzati sul ruolo strategico della coesione territoriale nella promozione della competitività e dello sviluppo economico dell'Unione. Questi incontri confermano il crescente sforzo di coordinamento tra le istituzioni comunitarie per realizzare una strategia europea più integrata.