Giuseppe Conte torna all'attacco contro l'esecutivo, affermando che il referendum in discussione è stato utilizzato come strumento politico dalla coalizione di governo fin dalle sue origini. Intervenendo a Sky Tg24, il presidente del Movimento 5 Stelle ha denunciato come la consultazione referendaria nasca da un disegno chiaro: consolidare il controllo politico sull'apparato giudiziario nazionale.
Secondo Conte, il contrasto emerge soprattutto dalle proposte alternative presentate dalle due visioni politiche. Il Movimento 5 Stelle aveva avanzato una soluzione diversa, basata sul sorteggio temperato, un meccanismo che avrebbe lo scopo di demolire il sistema delle correnti all'interno della magistratura, ritenuto dal leader pentastellato come uno dei principali ostacoli a un'amministrazione della giustizia davvero indipendente.
La proposta governativa, invece, viene liquidata da Conte come una vera e propria beffa verso i cittadini. L'esponente dell'opposizione la descrive non come una riforma volta al rinnovamento della magistratura, bensì come un vero e proprio tentativo di asservire l'ordine giudiziario agli interessi della maggioranza parlamentare, trasformando così un atto normativo in uno strumento di controllo politico.
Le dichiarazioni di Conte si inseriscono in un dibattito più ampio sulla riforma della giustizia, un tema che continua a dividere profondamente il panorama politico italiano. La contrapposizione tra le diverse visioni sulla composizione dei vertici della magistratura rimane uno dei principali punti di scontro tra governo e opposizione.