Matteo Salvini esce allo scoperto e appoggia la scelta della nuova amministrazione americana di ridurre le restrizioni commerciali sul greggio proveniente dalla Russia. Intervenendo al margine di un evento elettorale organizzato dalla Lega a Ponte Milvio a Roma, il segretario del Carroccio ha definito il provvedimento di Washington come una decisione "pragmatica" che meriterebbe considerazione anche da parte dell'Unione Europea e dell'Italia.
"Gli Stati Uniti, in qualità di principale potenza dell'Occidente e guida della Nato, hanno dimostrato una visione realistica allentando le sanzioni sul petrolio russo", ha dichiarato Salvini ai giornalisti. Secondo il politico leghista, questo rappresenterebbe una strada che anche i partner europei dovrebbero valutare con lo stesso spirito pratico, senza farsi bloccare da considerazioni ideologiche.
Il capo della Lega ha inoltre precisato che sostenere questa linea non equivale a schierarsi con il Cremlino o contro l'Ucraina. Ha criticato quella che ritiene una contraddittoria logica sanzionatoria, paragonando le restrizioni all'energia russa all'esclusione degli atleti paralimpici dalle competizioni internazionali o alla marginalizzazione degli artisti russi dalla Biennale di Venezia. Per Salvini, simili provvedimenti non proteggerebbero Kiev ma rappresenterebbero piuttosto una forma di incoerenza.
Le parole di Salvini arrivano in un momento di crescente dibattito sulle politiche sanzionatorie verso Mosca, con la nuova amministrazione americana che pare intenzionata a ricalibrare l'approccio verso la Russia rispetto alla linea seguita negli ultimi anni. La posizione del leader leghista, sempre attento alle dinamiche geopolitiche globali, pone interrogativi sul possibile orientamento dell'Italia nel quadro europeo su questa delicata questione energetica.