Durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Vaticano, papa Leone ha pronunciato parole forti sulla centralità della funzione giurisdizionale come elemento stabilizzatore della società. Il Pontefice ha ribadito che quando la giustizia opera con equilibrio e rispetto della verità, essa non rappresenta uno strumento di divisione, ma al contrario diventa uno dei fattori più importanti per cementare i legami della comunità e costruire quella reciproca fiducia necessaria per una convivenza ordinata.
Nel suo intervento, il Santo Padre ha posto particolare enfasi su quattro pilastri che ritiene fondamentali per il corretto esercizio della funzione giurisdizionale: il rispetto delle garanzie procedurali, l'imparzialità di chi giudica, l'effettività del diritto di difesa e la ragionevole durata dei processi. Ha sottolineato come questi elementi non siano semplici meccanismi tecnici, ma rappresentino le vere fondamenta attraverso cui l'amministrazione della giustizia acquisisce autorevolezza e contribuisce alla stabilità delle istituzioni, in particolare nello specifico contesto dello Stato vaticano.
Parallela alla sessione giudiziaria, la diocesi si prepara per la conclusione del ciclo di visite parrocchiali che il Papa ha programmato in vista della Pasqua. Domani il Pontefice farà visita alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, nella periferia romana dove operano servizi rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione. La parrocchia, situata in prossimità del carcere di Rebibbia, è divenuta nel tempo un punto di riferimento per persone senza fissa dimora, per migranti che desiderano imparare la lingua italiana e per donne che hanno subito violenza.
Don Domenico Romeo, l'unico sacerdote italiano in servizio in questa comunità, ha spiegato ai media vaticani come il ministero nella zona sia incentrato sul recupero della dignità delle persone più emarginate. Ha descritto il lavoro pastorale come un tentativo di offrire una mano a chi si trova in difficoltà, in particolare ai giovani che rischiano di trovare nella strada una "cattiva maestra" e ai genitori che a loro volta abbisognano di supporto nel crescere i figli. La parrocchia gestisce inoltre un oratorio e case famiglia dedicate all'accoglienza.
Massimo Di Folco, che coordina il servizio docce organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio presso la struttura, ha ricordato che in ventiseimilasei anni hanno trovato accoglienza circa trentaduemila persone. Ha sottolineato che questo spazio non rappresenta soltanto un luogo dove soddisfare bisogni primari, ma un ambiente dove le persone possono ritrovare serenità e quella quotidianità che spesso hanno perso. La visita papale, ha aggiunto, assume un significato ancora più profondo in questo periodo storico caratterizzato da conflitti internazionali, poiché sono sempre i poveri a pagare il prezzo più elevato delle guerre.