Hanno preso il via a fine febbraio nel capoluogo piemontese le riprese di 'Un eroe italiano', nuovo lungometraggio che Duccio Chiarini porta davanti alla macchina da presa dopo i precedenti film 'Short Skin' e 'L'ospite'. La troupe rimarrà a Torino per sette settimane di lavoro intenso, con un cast di rilievo al quale appartengono l'attore Andrea Pennacchi, noto per ruoli in 'Le città di pianura' e 'Berlinguer - la grande ambizione', e Enrico Tijani, volto noto della serie 'Mare Fuori'. A completare il quadro degli interpreti figurano anche Valentina Romani e Iaia Forte.
La sceneggiatura è stata sviluppata da Giulia Gianni e dallo stesso regista Chiarini, con il contributo di Yousuf Saeid e Paola Rota. Alla produzione della pellicola presiede la casa Rosamont, celebre per aver realizzato titoli di spessore come 'Le sorelle Macaluso' e 'Leggere Lolita a Teheran'. Il progetto beneficia del supporto di Rai Cinema, del fondo regionale piemontese dedicato all'audiovisivo e della Film Commission Torino Piemonte.
Il film affonda le radici in un'intuizione creativa di Yousuf Saeid, meglio noto nel panorama musicale con lo pseudonimo Mc Swat. L'artista, costretto a fuggire dalla Libia otto anni fa per il suo stile provocatorio nel rap, ha voluto proporre una narrazione cinematografica che rompesse gli schemi consolidati sulla rappresentazione dei migranti. 'La volontà è quella di raccontare un personaggio migrante difettoso, talvolta arrogante, perché troppo spesso questi uomini e donne vengono dipinti solo come vittime oppure come una minaccia, mai semplicemente come esseri umani', spiega il concept alla base della storia.
Marica Stocchi, produttrice della Rosamont, ha commentato il progetto affermando che 'realizzare questa commedia per noi equivale a scrivere il lieto fine di una favola'. Secondo Stocchi, Duccio Chiarini è il regista ideale per valorizzare un racconto che combina delicatezza e umorismo, affrontando il tema con poesia, rispetto e intelligenza, senza cedere a facili moralismi. La storia intende combattere gli stereotipi e il pietismo nei confronti dei migranti attraverso l'ironia e una rappresentazione umana e autentica dei personaggi.