Tre gigantesche statue dorate, ciascuna alta il doppio di una persona, dominano il percorso che porterà le celebrity verso il Dolby Theatre domenica sera. Ancora avvolte in cellophane, le iconiche statuette degli Academy Awards fanno da sfondo a una fitta attività di allestimento: gli ultimi ritocchi prima della 98ª edizione della più prestigiosa premiazione cinematografica mondiale, attesa per le 23 italiane. Ovunque, tecnici e artigiani completano i dettagli finali. Un elettricista aggiusta i riflettori sopra le teste delle statuette, mentre un imbianchino con più di sessant'anni di esperienza — alla sua trentunesima cerimonia — pennella gli ultimi dettagli sui pannelli che faranno da sfondo alle foto dei vip. Squadre di operai stendono la moquette rossa sul groviglio di cavi, trasformando un'infrastruttura complessa in un passaggio elegante lungo i circa trecento metri di red carpet.
La trasformazione dello spazio esterno comincia una settimana prima della cerimonia: il traffico si blocca su Hollywood Boulevard, le strutture si innalzano sotto un tendone color ocra drappeggato, il mercoledì viene steso il tappeto rosso iconico, il sabato si svolgono le prove generali, e la domenica mattina la zona diventa off-limits per chiunque non disponga di un accredito ufficiale. Attorno al perimetro, curiosi e turisti cercano di catturare l'atmosfera sui social media, mentre giornalisti da tutto il mondo trasmettono in diretta dalle postazioni predisposte all'ingresso del teatro.
Ma la vera complessità si nasconde all'interno del Dolby Theatre. Otto mesi fa, le scenografe Misty Buckley e Alana Billingsley hanno iniziato a concepire il nuovo design dello stage. Tre mesi dopo, le ditte appaltatrici hanno avviato la costruzione effettiva delle strutture sceniche. Poi, solo tre settimane fa, il team di produzione ha trasportato dentro al teatro oltre ottocento riflettori, un sistema audio completamente personalizzato per l'occasione e chilometri di cavi in fibra ottica che serpeggiando sotto il pavimento collegano ogni elemento tecnico.
A settantadue ore dall'inizio della diretta mondiale, Rob Paine, co-produttore esecutivo dello show, ha rassicurato i colleghi affermando che il gigantesco meccanismo è finalmente in assetto operativo. «Gli Oscar rappresentano il nonno di tutte le cerimonie di premiazione nel mondo», ha dichiarato al Los Angeles Times. «Abbiamo il dovere di rispettare una tradizione che ha decenni di storia, celebrare il cinema e chi lo crea, allo stesso tempo ricercando l'innovazione per sorprendere i milioni di spettatori collegati da casa».
Questa combinazione tra conservazione della tradizione e spinta verso la novità rappresenta la filosofia che guida ogni edizione dell'evento. Il risultato finale sarà il frutto di una complessa orchestrazione che coinvolge centinaia di professionisti, mesi di pianificazione e una precisione ossessiva per ogni singolo elemento, dal posizionamento di un riflettore alla copertura di un cavo: perché domenica sera, quando le telecamere inizieranno a trasmettere, tutto dovrà apparire naturale, elegante e senza imperfezioni.