Un episodio spiacevole ha coinvolto Matteo Bassetti nella serata di venerdì 13 marzo a Milano. L'infettivologo, direttore della Clinica Malattie Infettive presso l'Ospedale Policlinico San Martino di Genova, si trovava nel capoluogo meneghino per partecipare a una cena con amici presso il ristorante dello chef Andrea Aprea. Durante la serata, aveva parcheggiato la propria auto in viale Majno, nella zona di Porta Venezia, lasciando all'interno due valigie con indumenti, scarpe e occhiali da vista.
Al termine della cena, intorno alle 23.00, Bassetti ha scoperto che la sua vettura era stata violata e il bagagliaio svuotato. Secondo quanto riferito dallo stesso infettivologo in un video condiviso su Instagram, l'auto non presentava segni di scasso, il che suggerisce l'utilizzo di disturbatori di frequenza da parte dei ladri. L'esperto ha spiegato che normalmente ripone il veicolo in garage o parcheggi custoditi, ma quella sera non ne aveva trovati disponibili nelle vicinanze e aveva optato per il parcheggio in strada, ritenuto sicuro vista la presenza di illuminazione pubblica.
La violazione dello spazio privato ha scatenato una reazione forte in Bassetti, che ha utilizzato i social per denunciare l'accaduto e criticare pesantemente la gestione della sicurezza cittadina. "Il danno economico è secondario rispetto alla sensazione di violazione personale", ha dichiarato. L'infettivologo ha sottolineato come negli ultimi quattro o cinque anni abbia notato un deterioramento generale della situazione, affermando che oggi prova paura quando arriva alla Stazione Centrale e ricordando come in passato fosse solito visitare Milano frequentemente senza incidenti.
Nelle sue dichiarazioni, Bassetti ha fatto un paragone provocatorio con gli anni Ottanta, quando i proprietari di auto erano costretti a smontare gli autoradio per evitare furti. "Bisogna che tutti sappiano quale Milano esiste oggi", ha aggiunto, rivolgendo critiche esplicite a chi gestisce l'ordine pubblico in città e definendo la situazione "un cattivo esempio per l'intero paese". Le sue parole puntano il dito contro le responsabilità amministrative nella gestione della sicurezza urbana, lanciando un messaggio di allarme sulla qualità della vita nelle aree centrali del capoluogo lombardo.