L'Inter non riesce a trovare il riscatto immediato dopo il derby con il Milan e si arresta sul pareggio casalingo contro l'Atalanta. Allo stadio di San Siro finisce 1-1 una partita che per i nerazzurri milanesi rappresentava l'occasione perfetta per tornare a vincere, ma che invece si trasforma in una gara ricca di tensioni e incomprensioni con l'arbitraggio di Manganiello. Nel primo tempo Pio Esposito aveva illuso l'Inter con il vantaggio, poi nella ripresa, all'83esimo minuto, Nikola Krstovic ha pareggiato i conti per gli ospiti bergamaschi con un gol che ha scatenato immediatamente le proteste della squadra di Cristian Chivu.
Il fulcro della contestazione nerazzurra riguarda la dinamica che ha portato al pareggio bergamasco. Secondo l'Inter, Sulemana avrebbe commesso un fallo su Dumfries durante la fase di recupero palla che ha preceduto il gol di Krstovic. L'episodio ha provocato una forte reazione dell'allenatore Chivu, il quale ha protestato a lungo presso il direttore di gara, incassando inevitabilmente l'espulsione. La tensione non si è placata negli ultimi minuti di gioco, quando un'altra circostanza ha acceso gli animi: durante una mischia in area di rigore, Djimsiti avrebbe toccato Frattesi in modo irregolare, ma l'arbitro ha deciso di non assegnare il penalty richiesto dai giocatori dell'Inter.
Al fischio finale la situazione è degenerata ulteriormente. Numerosi giocatori nerazzurri, tra cui il centrocampista Barella e il terzino Dumfries, hanno circondato l'arbitro Manganiello per ottenere chiarimenti su entrambi gli episodi contestati. Una scena che testimonia la frustrazione del gruppo interista e che riporta alla ribalta il dibattito ricorrente sulla qualità delle decisioni arbitrali nel campionato italiano. Per l'Inter il risultato rappresenta un'ulteriore battuta d'arresto in una stagione che, evidentemente, continua a riservare delusioni anche nei confronti di quella che rimane una delle rivali principali per il vertice della classifica.