Il fronte costruito negli anni contro l'infiltrazione dell'estrema destra nelle istituzioni europee mostra crepe sempre più profonde. Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa tedesca Dpa, negli ultimi giorni si sono moltiplicati contatti e riunioni riservate tra esponenti del Partito Popolare Europeo e leader di formazioni radicali per coordinare una manovra legislativa sulla migrazione. L'obiettivo comune era far approvare in commissione Libe del Parlamento europeo una normativa più severa sui rimpatri degli immigrati irregolari, contrastando la linea negoziale sostenuta dai socialdemocratici e dai liberali di Renew.

A guidare l'operazione dal lato popolare è stato Manfred Weber, storico avversario di qualsiasi alleanza con la destra radicale, insieme al relatore francese François-Xavier Bellamy. Il loro schema ha funzionato: tutti gli emendamenti da loro proposti hanno ottenuto il via libera della commissione, mentre le proposte di compromesso provenienti dagli altri gruppi sono state bocciate. Decisivo il voto compatto fornito dai Patrioti europei, che riuniscono realtà come il Rassemblement National francese, la Lega italiana e il Fidesz ungherese, oltre che dai Sovranisti dell'AfD tedesco. Weber ha salutato il risultato come un "passo cruciale" nella corretta direzione, sottolineando l'importanza di essere chiari: i migranti senza permesso devono lasciare l'Ue, e occorrono hub dedicati ai rimpatri.

Ciò che rende la vicenda particolarmente contraddittoria è la posizione contemporaneamente assunta da Friedrich Merz, cancelliere tedesco e principale esponente della Cdu, il partito di cui Weber è figura di spicco. Appena due giorni prima del voto risolutivo in commissione, Merz aveva pubblicamente garantito che nessuna collaborazione tra la Cdu e l'AfD tedesco era possibile o auspicabile. Una dichiarazione che seguiva delusioni elettorali registrate nel Baden-Württemberg e che mirava a rassicurare l'opinione pubblica sulla fermezza della linea anti-destra radicale.

L'accaduto testimonia lo slittamento strutturale della politica europea verso posizioni più rigide sull'immigrazione, una dinamica che ha progressivamente eroduto gli argini posti tra forze moderate e formazioni estremiste. A beneficiarne è stata la cosiddetta "maggioranza Giorgia", così chiamata per il peso decisivo di Fratelli d'Italia e della premier italiana nel nuovo assetto di forze, che ha sostituito la precedente "maggioranza Ursula" costruita attorno ai popolari, ai socialisti e ai liberali.

L'episodio solleva questioni delicate sulla credibilità politica delle dichiarazioni pubbliche dei leader europei e sulla coesione interna alla più grande famiglia conservatrice del continente. Weber ha provato a giustificare le diverse posizioni del Ppe sui migranti rispetto al gruppo socialdemocratico come una normale manifestazione del dibattito democratico. Tuttavia, l'utilizzo tattico di accordi sottobanco per ottenere risultati legislativi contro la volontà di partner storici rappresenta un salto qualitativo nella frammentazione della governance europea.