Renè De Silvestro, atleta del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, ha conquistato la medaglia d'oro sulla pista Olympia delle Tofane durante le Paralimpiadi di Cortina, affermandosi come uno dei protagonisti della manifestazione invernale. Al termine della prestazione, il campione ha condiviso riflessioni profonde sul valore dello sport nella propria esistenza, ripercorrendo il difficile percorso che lo ha portato a questo risultato.

Dopo l'incidente che ha segnato il 2013, De Silvestro ha trovato nello sport una fonte di riscatto e crescita personale. Attraverso la pratica costante, la disciplina e il rispetto dei principi del fair play, ha compreso come l'impegno sistematico produca sempre frutti tangibili. Altrettanto cruciale, secondo le sue parole, è stato il supporto incondizionato delle persone vicine, che hanno rappresentato un fondamento indispensabile per superare le avversità e perseguire i propri obiettivi atletici.

In occasione dei Giochi, De Silvestro ha enfatizzato un concetto centrale nella visione moderna dello sport: «La pratica sportiva appartiene a tutti. Ogni individuo possiede il diritto inalienabile di parteciparvi indipendentemente da qualsiasi forma di discriminazione». Questa dichiarazione richiama direttamente il primo principio del Decalogo contro le discriminazioni nello sport, documento sottoscritto nel contesto della manifestazione.

Il Decalogo è stato elaborato attraverso una collaborazione tra la Fondazione Milano Cortina 2026, il CONI, il Comitato Italiano Paralimpico e l'Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori, con l'intento di ribadire l'importanza fondamentale della parità di accesso e delle medesime opportunità per tutti gli atleti. L'Osservatorio, diretto dal Prefetto Raffaele Grassi—Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore Centrale della Polizia Criminale—ha da tempo assunto come prioritaria la lotta contro i pregiudizi e le discriminazioni, riconoscendo nello sport un canale particolarmente efficace per veicolare messaggi di inclusione e uguaglianza.

La vittoria di De Silvestro non rappresenta dunque soltanto un trionfo individuale, ma anche un'affermazione dei valori di inclusività e rispetto che caratterizzano lo spirito paralimpico. La sua testimonianza contribuisce a consolidare il dibattito pubblico sulla necessità di abbattere ogni ostacolo che impedisca a persone con disabilità di accedere pienamente alle attività sportive, trasformando lo sport stesso in strumento di cambiamento sociale.