Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, accende i riflettori su un tema cruciale per il sistema creditizio europeo: la necessità di rivedere il complesso quadro normativo che governa le banche del Continente. Durante un intervento di ieri presso un evento organizzato da Confartigianato a Ravenna, il numero uno dell'Abi ha sottolineato come le attuali regolamentazioni rappresentino un ostacolo concreto alla capacità degli istituti di credito di supportare adeguatamente l'economia, soprattutto in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche.

Il focus di Patuelli è calibrato su una questione di competitività globale. Ha evidenziato come gli Stati Uniti stiano perseguendo un percorso radicalmente diverso, riducendo l'applicazione dei vincoli prudenziali internazionali fissati da Basilea. L'amministrazione Trump sta infatti valutando misure per allentare i requisiti patrimoniali delle grandi banche americane, potenzialmente portando a una liberazione di circa 175 miliardi di dollari destinabili a crediti e investimenti. Questa strategia, ha sottolineato il presidente dell'Abi, crea una situazione di competizione sleale per gli istituti europei e mondiali che continuano a operare sotto i vincoli internazionali.

Tuttavia, Patuelli ha colto l'occasione per prendere una chiara distanza dalla via americana della deregolamentazione. Ha ricordato come l'assenza di controlli adeguati abbia prodotto in passato conseguenze disastrose sui mercati internazionali, citando il crollo di Lehman Brothers come avvertimento emblematico. L'obiettivo non è dunque smantellare l'architettura normativa, ma trovare una soluzione intermedia che risponda alle esigenze concrete del sistema creditizio europeo senza compromettere la stabilità finanziaria.

La proposta di Patuelli si articola su un fronte preciso: accelerare un pacchetto di semplificazioni normative già in corso di esame presso le istituzioni europee. Si tratta di misure che punterebbero a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sugli istituti, a razionalizzare gli obblighi di rendicontazione verso le diverse autorità di vigilanza e a snellire l'applicazione delle norme prudenziali. Un'attenzione particolare viene dedicata alle banche di minori dimensioni, che fanno fatica a gestire la moltiplicazione degli adempimenti burocratici e normativi.

L'appello unitario lanciato da Patuelli insieme al mondo dell'artigianato è rivolto sia alle istituzioni europee che a quelle nazionali: attivare con tempestività le iniziative di semplificazione regolatoria, traendo beneficio dalle sinergie tra il settore bancario e il tessuto imprenditoriale che dipende dal credito per crescere e investire. Si profila così una "terza via" europea: né l'applicazione ristretta di Basilea III, né la corsa alla deregolamentazione, ma un riequilibrio intelligente tra sicurezza del sistema e operatività degli istituti.