Una tragedia ha colpito le campagne della provincia di Taranto venerdì 13 marzo. Un uomo di circa ottanta anni è stato attaccato da un toro mentre si trovava in una zona rurale di Crispiano, piccolo comune di dodicimila abitanti. Le modalità esatte dell'accaduto restano ancora da chiarire: gli investigatori stanno cercando di stabilire se la vittima si trovasse all'interno del recinto dell'animale oppure se abbia incontrato il toro mentre quest'ultimo era fuggito da un allevamento della zona.

Il malcapitato è stato sottoposto a ripetute cariche dell'animale che gli hanno provocato ferite particolarmente gravi. I soccorsi sono intervenuti con rapidità e lo hanno trasferito d'urgenza presso il pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto. All'arrivo nella struttura sanitaria presentava molteplici fratture e lesioni compatibili con un evento traumatico severo. Nonostante gli sforzi del personale medico, le sue condizioni si sono rivelate critiche sin da subito.

L'anziano ha trascorso i suoi ultimi giorni nel reparto di rianimazione dell'ospedale tarantino, dove è deceduto. Sulla vicenda indagano ora i carabinieri con l'obiettivo di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e soprattutto verificare se siano stati omessi o violati i protocolli di sicurezza relativi alla gestione degli animali da allevamento. Il caso è seguito dalla dottoressa Innamorato, responsabile della Struttura di Medicina Legale dell'ospedale, e dal pubblico ministero Salvatore Colella.

L'episodio riporta alla memoria una tragedia analoga accaduta solamente dieci giorni prima in Basilicata. A Filiano, nel potentino, un cinquantasettenne ha perso la vita dopo essere stato aggredito da un toro che stava cercando di ricondurre nella stalla. Anche in quel caso, le lesioni inferte dall'animale si dimostrarono incompatibili con la sopravvivenza. Questi due episodi in rapida successione riaccendono il dibattito sulla sicurezza negli ambienti agricoli e sulla gestione del bestiame di grossa taglia.